Narni: si intitola "Con te stazione" ed è la mostra collettiva allestita da David Pompili all'Off Ur Museum
Si intitola "Con te stazione" ed è la nuova mostra collettiva a cura di David Pompili che verrà inaugurata sabato 24 ottobre all'Off Ur Museum di Narni. "Ogni muro - spiega l'artista -, è una pagina bianca che qualcuno ha deciso di non lasciare in silenzio. 'Con te stazione' nasce da qui: dall'idea che l'arte, prima di essere bella, debba essere necessaria". Prima di decorare, deve dire qualcosa e spesso dirlo contro. La mostra - si legge in un comunicato -, riunisce artisti diversi per generazione, tecnica e linguaggio, uniti da un gesto comune: prendere posizione. Stencil, collage, pittura, poster, fotografia, oggetti sottratti alla città e restituiti con un altro significato. Non c'è uno stile unico, perché la ribellione non ha un'uniforme. C'è però una stessa postura: lo sguardo di chi guarda il mondo e non lo accetta così com'è. La contestazione, in arte, ha una storia lunga. Passa dalle avanguardie che hanno strappato la tela, dalla pop art che ha rubato le immagini alla pubblicità per rivoltarle contro chi le aveva prodotte, dalla street art che ha portato il dissenso fuori dai musei, sui muri, dove tutti possono vederlo senza biglietto. Le opere in mostra raccolgono questa eredità e la aggiornano al presente: il consumo, l'identità, il potere, la memoria, la città che cambia e chi ci vive dentro. Il messaggio urbano è il cuore del percorso. La strada è il luogo dove l'arte torna a essere pubblica, immediata, esposta al rischio di essere cancellata, imbrattata, ignorata o, al contrario, di diventare il punto di riferimento di un quartiere. Portare quel linguaggio dentro uno spazio espositivo - prosegue il comunicato -, non significa addomesticarlo, ma dargli il tempo di essere letto. Qui le opere non si attraversano di corsa: si guardano, e chiedono una risposta. Off Ur Museum è lo spazio giusto per questa domanda. Un luogo "off" per vocazione, fuori dai circuiti ufficiali, dove l'arte non deve chiedere permesso. Un museo che accetta di essere un cantiere, non un archivio. 'Con te stazione' non è una mostra che offre risposte. È una mostra che restituisce agli spettatori il diritto di dissentire e agli artisti il dovere di non tacere. Perché ogni epoca ha bisogno di qualcuno che alzi la voce, e ogni voce, prima o poi, trova il suo muro".