La presenza dei cinghiali su gran parte del territorio nazionale è diventata un fenomeno piuttosto allarmante. Per parlare di ciò che riguarda Narni va detto che nei circa 200 chilometri quadrati di superficie territoriale è difficile trovare delle aree dove quotidianamente questi animali non si facciano vedere. La presenza degli ungulati in alcune zone del territorio narnese desta grande preoccupazione ed in alcuni casi costringe i cittadini a vivere con continua apprensione, soprattutto nelle ore notturne. La Regione Umbria ha intensificato le misure di gestione e contenimento del cinghiale, approvando piani mirati che includono sia la caccia di selezione (selecontrollo) sia la cattura mediante "gabbie", in risposta all'emergenza danni all'agricoltura e alla Peste Suina Africana. La cattura ed il controllo (trappolamento) avviene tramite l'installazione di "gabbie" o recinti ed è utilizzata come tecnica di difesa attiva per gli agricoltori, operando tutto l'anno per ridurre la popolazione in zone critiche. Questa operazione si distingue dalla caccia per essere un'operazione di contenimento, spesso attuata in zone dove non è possibile la "braccata", come ad esempio nelle aree a ridosso di insediamenti urbani. Ecco, allora, che da qualche tempo nei boschi intorno a Narni sono comparse delle "gabbie", costituite da robuste reti, fatte installare dalla Regione. Un cartello apposto sulla rete che delimita questi dispositivi di cattura recita così: "Attenzione catture in corso. Sistema selettivo di cattura autorizzato. Gabbia attiva. Divieto di avvicinamento. Organi meccanici a scatto in funzione, utilizzo ai soli operatori autorizzati". Non si hanno ancora dei dati ufficiali rispetto al numero dei cinghiali che sono stati catturati intorno a Narni, dal giorno in cui sono state montate le gabbie.