Narni: il Consiglio Comunale vota a favore della Legge Regionale n.7 sull'autonomia energetica dell'Umbria
Il Consiglio Comunale di Narni ha approvato all’unanimità la mozione presentata dalla capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Arianna Antonini. Nell'atto si esprime pieno sostegno ai contenuti della Legge Regionale n.7. "Si tratta - spiega la consigliera -, della legge, approvata il 16 ottobre 2025, che introduce 'Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro', focalizzandosi su obiettivi di zero emissioni nette entro il 2050, autonomia energetica e azzeramento del consumo di suolo, incentivando le fonti rinnovabili e l' autoproduzione, definendo aree idonee per impianti FerR (Fonti di Energie Rinnovabili) e promuovendo la sostenibilità energetica e climatica regionale attraverso il Piano Energetico Regionale e la collaborazione con i Comuni. Nello specifico la Legge prevede la definizione di aree Idonee ossia di aree specifiche, anche pubbliche o di domini collettivi, per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili, con criteri specifici per le aree private che richiedono ratifica comunale. La mozione approvata in Consiglio Comunale a Narni - prosegue Antonini -, esprime sostegno anche alle azioni messe in campo dalla Giunta Regionale per promuovere la Legge n. 7, chiedendo, in particolare, di salvaguardare ulteriormente i centri abitati e le aree sensibili dagli impatti odorigeni di impianti di biometano, inserendo un criterio di distanza minima di almeno 2.000 metri e di rafforzare gli strumenti legislativi volti ad evitare la possibile realizzazione di un unico progetto di grandi dimensioni, attraverso autorizzazioni di diversi piccoli progetti presentati da un unico soggetto nella medesima area. La legge regionale, impugnata dal Governo Meloni - aggiunge la consigliera Antonini - rappresenta un quadro normativo fondamentale per guidare l'Umbria e i suoi Comuni verso un futuro energetico sostenibile, integrando la produzione di energia pulita con la protezione del territorio e dei paesaggi, e promuovendo la partecipazione attiva di cittadini e amministrazioni locali come garanti di questo equilibrio tra transizione ecologica e rispetto delle superfici dei Comuni. La volontà del Governo Meloni di cancellare la facoltà delle Regioni di intervenire sulle cosiddette 'aree non idonee', apre le porte al rischio di speculazioni e mega impianti impattanti nei nostri territori".