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Narni: il Comune ricorda la figura di Antonio Di Pasqua, scultore e maestro artigiano
La città di Narni ha ricordato la figura di Antonio Di Pasqua, notissimo artigiano del marmo che ha operato per decenni su tutto il territorio. Di Antonio aveva il suo laboratorio nella zona di Porta Romana, nel piccolo nucleo di case dove in passato c'era il deposito della Ferrero. Tantissime le opere realizzate da Di Pasqua in varie parti d'Italia. Egli era nato l’11 aprile del 1919 a Poggio Sannita (Isernia), ed è scomparso a Narni il 26 febbraio 1996. Proveniente da una famiglia di scalpellini lasciò il Molise e si recò a Cascia, dove lavorò nella chiesa di Roccaporena. Nel 1945 giunse a Narni dove lavorò nei laboratori di marmisti locali. Presto si mise in proprio, dotando il suo laboratorio di macchinari necessari faticosamente acquistati: una fresa, una levigatrice e un tornio per realizzare colonne. Il suo laboratorio era sulla via Flaminia Romana, appena fuori dal centro abitato di Narni, dalla parte che strapiomba sul sottostante fiume Nera. Traendo ispirazione dal rinascimento e vagamente anche dal barocco per le sue esecuzioni in marmo, abilissimo nella realizzazione di complementi scultorei di stile classico, grazie all’abilità di saper rifare l’antico divenne ben presto costruttore di camini e caminetti, nonchè elementi di arredo urbano e opere di arte sacra. Fra i lavori più apprezzati, quelli nel palazzo Floridi di Otricoli e quelli realizzati nel castello Tiburzi, detto anche dell’Annunziata. Ben presto a questi lavori si aggiunsero quelli richiesti da molti parroci per adeguare le loro chiese alle nuove esigenze liturgiche del Concilio Vaticano II. Il fratello Pierino, scalpellino dimorante nella Capitale, lo chiamò per importanti lavori in Vaticano. Fu artefice dello spostamento delle tre tombe marmoree di Giovanni Paolo I (1978, in seguito al decesso inaspettato dello stesso pontefice), di Paolo VI (1978) e di Giovanni XXIII (1963): grazie all’abilità di Antonio, furono adeguatamente risistemate nelle Grotte Vaticane senza l’ausilio di ingombranti e rumorosi mezzi meccanici, ma solo di rulli di ferro, su cui vennero posizionati i tre pesanti manufatti marmorei, abilmente mossi da Antonio con l'ausilio di una semplice leva. Il Comune nei giorni scorsi ha dunque dedicato alla memoria di Di Pasqua una bella cerimonia che si è svolta presso il Beata Lucia. Qui è stata allestita una mostra di alcune delle opere realizzate dall'artista che rimarrà aperta fino a domenica 28 giugno. Alla cerimonia erano presenti le figlie ed i nipoti di Di Pasqua. "Grazie - ha detto l'assessore Giovanni Rubini -, a tutti coloro che hanno partecipato all’inaugurazione di questa mostra. È stata un’emozione vedere una così ampia partecipazione a un evento che ha voluto rendere omaggio a un artista, scultore e maestro artigiano che ha contribuito a valorizzare il nome di Narni attraverso il suo talento e la sua passione. Come amministrazione comunale crediamo fortemente nell’importanza di custodire la memoria delle personalità che hanno lasciato un segno nella nostra comunità. La cultura è il ponte che unisce passato, presente e futuro, e momenti come questo ci ricordano il valore delle nostre radici. Ringrazio tutti i presenti, i familiari, gli amici, i collaboratori e quanti hanno pensato e contribuito alla realizzazione di questa iniziativa, condividendo con noi un’occasione di ricordo, riflessione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un ringraziamento particolare alla Fondazione Carit per il prezioso sostegno e a tutti coloro che hanno collaborato all’allestimento della mostra, visitabile presso il Museo Eroli di Narni. Continuiamo insieme a promuovere la storia, l’arte e le eccellenze del nostro territorio". Nell'ambito della cerimonia è stato anche organizzato, presso il Teatro comunale, un concerto lirico sinfonico. Nell'occasione Valter, Angelo e Gabriele Bussotti hanno realizzato e donato al teatro un "Podio" con base in legno multistrato e balaustra in ferro con, al centro, la chiave di violino in ferro battuto.
20/6/2026 ore 3:23
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