Narni: grazie al libro di Leo Emiri gli alunni della primaria "Garibaldi" scoprono com'era la loro scuola tanti anni fa
Alunni di ieri, che grazie ad un libro pubblicato di recente da Leo Emiri, incontrano virtualmente quelli di oggi. Un parallelo ricco di suggestioni reso possibile dal volume "Narni sui banchi di scuola". Il volume è stato donato dal ricercatore narnese alla dirigente della scuola "Anita e Giuseppe Garibaldi", Anna Golino. Che una pubblicazione importante e ricca di storia e di testimonianze legate al mondo scolastico dovesse per forza di cose finire sotto gli occhi degli studenti di una Primaria era inevitabile. Del resto non potrebbe esserci un modo migliore per dimostrare a questi giovanissimi studenti cosa è successo nel corso dei decenni del secolo scorso, in Italia ed in modo particolare dentro alla loro scuola. Così qualche giorno fa, nel corso di una breve ma significativa cerimonia, Emiri è arrivato in via Saffi ed ha varcato i cancelli di quella scuola che tanti anni fa aveva visto anche lui seduto sui banchi. Ad accoglierlo ha trovato la preside Golino che ha molto gradito il dono che Emiri ha voluto fare alla scuola ed agli studenti. Il suo libro rappresenta un vero e proprio viaggio lungo 80 anni nella memoria collettiva. Un mosaico composto da oltre 6.000 volti che ha permesso di restituire alla comunità narnese un patrimonio prezioso e irripetibile. Il volume "Narni sui banchi di scuola", è un’opera di 220 pagine che raccoglie ben 200 fotografie di classe scattate tra il 1900 e il 1980. Esse sono state selezionate con cura spulciando nella vasta collezione messa insieme nell’arco di una vita dallo stesso Emiri. Un volume che è molto più di un semplice ricordo e che si trasforma in una sorta di "lente" attraverso cui osservare mutamenti sociali, culturali, economici e pedagogici dell’Umbria e, in particolare, della città di Narni. In sequenza, dalle pose rigide dei primi del Novecento, agli scatti più dinamici degli anni Ottanta, ogni immagine offre uno spaccato fedele del mondo scolastico e delle sue evoluzioni. Accanto alle classi dei centri urbani, emergono le realtà scolastiche delle campagne, fondamentali nel percorso di alfabetizzazione dei figli dei contadini. Queste "scuole rurali" rappresentarono un passaggio decisivo per sottrarre intere generazioni all’isolamento culturale e favorire l’avvicinamento fra periferie e città, in un processo che ha contribuito a costruire la cittadinanza moderna. Quello di Leo Emiri è stato un lavoro paziente e meticoloso che ha permesso di riconsegnare alla comunità migliaia di identità e storie personali, molte delle quali rischiavano di andare perdute. Semplice ma incisiva la dedica fatta da Emiri sul libro donato alla scuola: "Alla dirigente Anna Golino, custode del presente di una storia che continua. In segno di riconoscimento per il ruolo fondamentale della scuola nel nostro comune". Il libro verrà inserito nella "Biblioteca Magistrale" della scuola e verrà d'ora in avanti utilizzato per trasmettere agli alunni l'appartenenza alla scuola ma, soprattutto, per far conoscere ed apprezzare loro l'importanza e l'evoluzione storica della scuola a Narni. Tra le tante curiosità, che possono venir fuori di continuo dal legame che unisce il libro di Emiri alla scuola narnese, c'è quella riguardante alcuni dei banchi riportati nella copertina del libro e che sono ancora presenti, come ricordo storico, all'interno di un'aula che contiene anche tantissimi altri oggetti che erano in uso nella scuola negli anni '50. Un'aula che può essere considerata a tutti gli effetti una sorta di piccolo museo.