Narni: Bruschini propone di trasformare il palazzo ex Carit nella sede di uffici e servizi
Una mozione per chiedere all’Amministrazione comunale di prendere in seria considerazione la possibilità di acquistare il primo piano dell’immobile di piazza Marconi, ex sede della Cassa di Risparmio. A firmare l'atto è Sergio Bruschini (Forza Italia), il quale in quell'immobile vedrebbe bene un hub di uffici e servizi pubblici nel cuore del centro storico di Narni. "Piazza Marconi - afferma il capogrupppo forzista -, è una delle aree più centrali e riconoscibili della città, mentre il Comune di Narni ha oggi servizi e uffici distribuiti in più sedi e l’ufficio postale di Narni risulta attualmente in via Vittorio Emanuele 38. Questa proposta nasce da una convinzione molto semplice: uno stabile così importante, così visibile e così strategico non può essere lasciato senza una funzione chiara, esposto al rischio del vuoto, del declino e dell’abbandono. In una fase in cui si parla spesso di rilancio del centro storico, la presenza concreta dei servizi è uno degli strumenti più seri per dare vitalità urbana, frequentazione quotidiana e utilità reale agli spazi cittadini. Il centro storico - continua Bruschini -, non si difende soltanto con gli eventi o con le dichiarazioni di principio, ma riportando persone, funzioni e presidi nei luoghi più importanti della città. Narni ha già investito nel recupero e nella valorizzazione del proprio centro storico attraverso interventi pubblici significativi, e proprio per questo oggi è necessario compiere un passo ulteriore: trasformare uno spazio centrale in un luogo vissuto ogni giorno dai cittadini. L’idea è chiara: verificare se quel primo piano possa diventare una sede capace di ospitare servizi pubblici di prossimità, sportelli al cittadino e funzioni amministrative utili alla vita quotidiana. Si potrebbe ragionare, ad esempio, su un presidio postale, su uno sportello informativo o periodico legato all’Inps, su servizi Aspem e su ulteriori funzioni comunali di
front office, orientamento, protocollo e assistenza nelle pratiche amministrative e digitali, in coerenza con la presenza sul territorio di diversi servizi comunali e con le attività gestite da Aspem. Non si tratta - precisa Bruschini -, di avanzare una proposta generica o astratta, ma di indicare una direzione precisa: riportare dentro il centro storico servizi che creino movimento, accessi quotidiani, relazioni e utilità. Un hub pubblico di questo tipo sarebbe importante per i residenti, per le persone anziane, per chi ha bisogno di un rapporto più semplice con gli sportelli, ma anche per le attività economiche che da anni chiedono più presenza, più vivibilità e più occasioni concrete di frequentazione nel centro cittadino. C’è poi un aspetto che non può essere ignorato. Secondo quanto noto, il secondo piano dello stabile sarebbe già stato acquistato da una società privata, ma ad oggi non si ravvisano piani evidenti di utilizzo; proprio per questo ritengo che il primo piano debba essere considerato con grande attenzione come possibile patrimonio della città, da destinare a una funzione pubblica stabile, riconoscibile e utile. La mozione va esattamente in questa direzione: chiede al Sindaco e alla Giunta di attivare tutte le verifiche necessarie, sotto il profilo patrimoniale, tecnico ed economico, per capire se esistano le condizioni per procedere. Chiede inoltre di aprire un confronto con i soggetti potenzialmente interessati, come Poste Italiane, Aspem e altri enti o gestori di servizi, per valutare la possibilità di costruire un vero polo di prossimità al servizio dei cittadini. Quello che serve, oggi, è una visione. Lasciare un immobile così importante nel cuore di Narni senza prospettiva sarebbe un errore politico e urbanistico; immaginarlo invece come luogo pubblico, vivo e utile significherebbe compiere una scelta concreta a favore del centro storico e della comunità. Per questo considero questa proposta non soltanto opportuna, ma necessaria. Il primo piano dell’ex banca di Piazza Marconi può e deve diventare una occasione di rilancio urbano, di presenza istituzionale e di vicinanza ai cittadini, perché il centro storico ha bisogno di funzioni vere, non di spazi vuoti".