Narnese, lo sfogo del presidente Garofoli: "Nell'ultimo periodo mi sono sentito solo e abbandonato, ora mi prendo una settimana di riflessione"
E' un Paolo Garofoli dai due volti quello che si concede al nostro taccuino nel dopo partita di Pontevecchio-Narnese. Il presidente della squadra rossoblù mostra la sua gioia per l'importante vittoria ottenuta in trasferta (la prima in questo campionato ndr), ma, subito dopo, si lascia andare ad uno sfogo molto amaro. "Da quando siamo entrati nei play-out - attacca -, ho perso il sonno. Questi ultimi giorni sono stati molto difficili per me. La vittoria di oggi l'ho accolta come una liberazione. Lo dico con tutta franchezza: non ci saremmo assolutamente meritati di retrocedere. E' stato un anno bruttissimo, dove non ce n'è mai andata dritta una. Abbiamo centrato un obiettivo importantissimo. Dedico questo successo alla mia famiglia: i figli, mio fratello, i miei nipoti. Ringrazio chi mi è stato vicino nei momenti difficili ma non posso fare finta di ignorare quello che è successo nell'ultimo periodo, quando mi sono sentito solo e abbandonato. Questa cosa - è lo sfogo del presidente Garofoli -, non mi ha fatto per niente bene. Dopo 23 anni dedicati a Narni, durante i quali abbiamo vinto due Coppe Italia, non meritavo un trattamento del genere da parte di alcuni. La gente, ma nello sport questa è diventata una sorta di 'regola', dimentica con troppa facilità i successi ottenuti e le cose belle fatte in tanti anni. Così basta che il vento cambi e che una stagione prenda una piega sbagliata a far si che siano in tanti pronti a darti addosso. L'amarezza e le delusioni provate nell'ultimo periodo, mi portano oggi a decidere di prendermi una settimana di riflessione. Mi sento molto stanco e non ce la faccio più a sopportare questo tipo di sforzi. "Non sopporto in particolare - conclude Garofoli -, la cattiveria, i brutti pensieri e le brutte parole che sono andate in giro nei giorni scorsi, quando lo spettro della retrocessione aleggiava su di noi".