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La morte di Lidia Secci: aveva insegnato alle elementari di Montoro e scritto articoli sulla navigabilità del Nera
Lo scorso 24 marzo è morta Lidia Secci. Aveva novantasei anni. Era la mamma di Sergio, il 24enne che il 2 agosto del 1980 perse la vita nella strage della stazione di Bologna. Il capoluogo emiliano ha tributato alla signora Lidia un caloroso addio. Il sindaco ha deposto un mazzo di fiori nella sala d’attesa della ferrovia dove esplose la bomba, che ora si chiama sala "Torquato Secci", ovvero il marito di Lidia e papà di Sergio. A ricordarla è Giulio Cesare Proietti, ex sindaco di Narni. "Pochi sanno - scrive Giulio -, che Lidia, nel dopoguerra, per alcuni anni è stata la maestra della scuola elementare di Montoro. I suoi alunni, ora ultrasettantenni, ancora la ricordano. Per Natale uno di loro, Silvano Rinaldi, era andato a trovarlo e gli aveva portato una lettera di un’alunna che ricordava i tempi dell’infanzia. Gli aveva fatto un immenso piacere e Lidia mi aveva chiamato per propormi di scrivere qualcosa sulla sua esperienza di maestra nell’immediato dopo guerra. Torquato - ricorda Giulio Cesare Proietti -, era fratello di Emilio che fu anche senatore del Pci. Era un tecnico della Terni chimica e Sauro Laranci ricorda come il padre Aldo, che era insacchettatore di concimi, fosse suo amico e lo stimasse molto. Lidia mi fece i nomi di altri suoi scolari di Montoro: Narciso, Luciano, Maria, Francesca e altri. Torquato Secci, il fondatore insieme a Lidia della Associazione 'Familiari delle vittime di Bologna', ha amato molto la città di Narni. Ha scritto articoli fondamentali sulla navigabilità del Nera Tevere. Ha inoltre collezionato stampe di Narni, alcune delle quali sono raccolte in un volumetto da me curato".
29/3/2020 ore 14:25
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