Giovedì 29/09/2022
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 04:12
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Chiusura sportelli bancari in Umbria, la presidente Tesei: "nessuna parte di territorio dovrà rimanere scoperta"
I consiglieri della Lega Paola Fioroni e Stefano Pastorelli hanno interrogato nei giorni scorsi la presidente Donatella Tesei, in merito alla "misure che ha adottato e che intende adottare al fine di evitare le chiusure degli sportelli bancari. Il tutto in merito ai piani strategici che intende intraprendere per il futuro e in merito alle risultanze degli incontri già avvenuti e intrapresi con le organizzazioni bancarie". “Il tema, ben attenzionato già dalla Giunta - ha sottolineato Paola Fioroni - interessa anche la nostra regione. Secondo la Banca d’Italia negli ultimi dieci anni sono state chiuse oltre 10mila filiali o sportelli bancari. In Italia alla fine del 2020 c’erano circa 40 sportelli aperti ogni 100mila abitanti, contro gli oltre 50 del 2015. I dati in Umbria sono appena più confortanti rispetto alla media nazionale, ma anche da noi è iniziato da tempo un preoccupante processo di desertificazione e chiusura di filiali e sportelli. Questo sta allarmando amministratori e cittadini soprattutto perché la nostra regione è costituita da molti piccoli comuni ed aree interne che scontano già un forte spopolamento, anche a causa di carenza di servizi. Sappiamo che la presidente Tesei nel Pnrr ha avuto grande attenzione per borghi e piccoli comuni. La tendenza al consolidamento della digitalizzazione nel settore del credito con i relativi tagli al personale e la diffusione del banking online stanno condannando a morte la banca come luogo fisico. E la pandemia ha incentivato gli utenti ad avvicinarsi alle nuove tecnologie. Il sistema del credito e quindi i servizi non può comunque contribuire a far morire i territori. È necessario trovare un punto di equilibrio. Se il trend di chiusura andasse avanti a subirne le conseguenze sarebbero, tra gli altri, soprattutto i soggetti più deboli. Il passaggio a strumenti quali quelli di Banca 5, che vede coinvolte le tabaccherie e a breve anche le farmacie, deve essere accompagnato per garantire adeguate risposte alle famiglie e a tutte le categorie produttive. Da tempo la Lega profonde impegno per evitare ulteriori chiusure anche tramite atti dei suoi consiglieri. Lo abbiamo fatto con specifiche interrogazioni e, da ultimo, con una mozione votata all'unanimità dei presenti, in cui si impegnava la Giunta regionale ad avviare un confronto con gli istituti di credito presenti nel territorio regionale e ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali necessarie per scongiurare la chiusura delle filiali bancarie, in particolare dei piccoli Comuni. Va rimarcato che la presidente Tesei ha già dato dimostrazione di ampia attenzione già a luglio attraverso l’organizzazione di un incontro con il Presidente di Abi per una mappatura dei territori e per individuare strategie utili ad evitare questo trend. Bene anche l’ultimo incontro, di qualche giorno fa, con Abi e Banca d’Italia con l’importante coinvolgimento di Anci”. La presidente Tesei ha risposto che “l’Umbria, negli ultimi 20 anni ha visto perdere tutti i più importanti riferimenti bancari territoriali che sono stati acquisiti da grandi gruppi e quindi molto distanti dal territorio. Questo andamento ha gravato sullo sviluppo socio economico della nostra regione ed ora grava anche sulle possibilità di governo del modello distributivo. Negli ultimi due anni, invece, il territorio è riuscito a conservare i centri decisionali di alcuni istituti bancari. La progressiva rarefazione delle filiali e degli Atm ha fatto sì che si siano inserite dinamiche di sistema molto forti che hanno colpito il mondo intero. La improvvisa digitalizzazione della funzione dei servizi bancari, la scarsa marginalità del business bancario, in un mondo a tassi zero, che ha imposto politiche impressionanti di contrazione della spesa. Nonostante si tratti di un fenomeno di sistema e le leve di un governo regionale siano scarse, ci siamo comunque resi attivi su tre direttrici: comprendere la situazione reale in Umbria del fenomeno; identificare possibili soluzioni di sistema; fare proposte. Dopo il primo giro, che ha interessato anche Abi e Banca d'Italia, possiamo affermare che in Umbria il dato complessivo di sportelli per abitanti è lievemente migliore della media nazionale: 45 sportelli su 100mila abitanti, contro i 42 della media nazionale. Situazione peggiorata enormemente dal 2019, anno in cui erano 47. L’Umbria, in percentuale è la quinta popolazione più anziana d’Italia. Ed è la prima per popolazione disabile. Ha poi vaste aree interne, poco popolate, collegate con difficoltà anche a causa dell’orografia del territorio. Per questo ci siamo concentrati sulla non desertificazione dei servizi. Non vogliamo alcuna porzione del territorio completamente scoperta. Ci sono state già proposte alcune soluzioni di sistema ed altre abbiamo provveduto noi a proporle. Ora incontrerò anche i sindacati dei bancari, che possono rappresentare un importante supporto nel dialogo, oltre ad Abi e Banca d’Italia. Ulteriori processi di efficientamento della rete, causa digitalizzazione e scelte imprenditoriali delle banche, vengano accompagnati da consulenza e formazione all’utilizzo di Atm evoluti e progetti come Banca 5, servizi in tabaccheria o sistema proposto dalle farmacie (farma cash), quindi servizi bancari di base possano prendere piede. L’Umbria sta puntando moltissimo sulla bellezza delle proprie aree interne e dei borghi ed ha catturato moltissimi fondi Pnrr per rilanciare l’economia anche di queste zone. Ben venga ogni dialogo serrato con sindacati, Abi, Banca d’Italia, Regione ed Anci non solo a tutela dei cittadini, ma anche del sistema socio economico. Anche nel 2022 saremo impegnati su questo fronte con idee particolarmente chiare. Nell’ultima interlocuzione abbiamo anche chiesto la possibilità di un confronto direttamente con Banca d’Italia relativamente alla parte delle tutele. Tutte le nostre azioni sono state anche conseguenti alla mozione, votata all’unanimità da quest’Aula, che impegnava la Giunta in questo senso”. Nella replica, Paola Fioroni ha espresso condivisione e si è complimentata con la Presidente rispetto alle azioni e ai percorsi messi in campo dalla Giunta.
15/12/2021 ore 11:43
Torna su