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Torna alla luce l'antico sipario del teatro comunale
Ritrovato a sorpresa il grande sipario del teatro comunale di Narni. Dopo essere caduto nel dimenticatoio generale e ritenuto ormai distrutto da più di dieci anni, il maestoso dipinto su tela, eseguito dal pittore romano Gioacchino Altobelli (1855 circa), è stato inaspettatamente recuperato da due giovani studiosi di storia dell’arte, Alessandro Novelli e Lucilla Vignoli, curatori della mostra “Pittura e Scultura a Narni tra XIV e XVIII secolo” allestita all’interno del Palazzo Vescovile. “Nel corso degli studi che stiamo compiendo sulle opere d’arte del territorio narnese – spiega Alessandro Novelli - ci siamo imbattuti in una vecchia fotografia del dipinto che fungeva da sipario del teatro comunale ed abbiamo cominciato a chiedere in giro per capire che fine avesse fatto. Nonostante le persone interpellate non abbiano saputo dirci nulla sul luogo in cui l’opera potesse essere conservata, credendola ormai irrimediabilmente perduta, abbiamo insistito nella nostra ricerca, fino a quando, grazie alla preziosa segnalazione di Romano Antonini, siamo finalmente riusciti a rintracciarlo. Il signor Antonini, infatti, ricordava la presenza di un grande telone arrotolato, simile all’antico sipario del teatro, abbandonato in uno dei casolari di campagna nei pressi di Narni.Lo abbiamo ritrovato in condizioni di conservazione davvero deplorevoli, destinato inevitabilmente alla distruzione e barbaramente tagliato in tre parti. Nonostante tutto la pellicola pittorica è ancora in un discreto stato di conservazione e l’opera è leggibile in quasi tutte le sue parti “Il dipinto, raffigurante una scena di battaglia, è di notevole importanza – prosegue Lucilla Vignoli -, in quanto nell’Ottocento, in seguito al rinnovato interesse per il teatro, furono eseguite varie decorazioni dei soffitti e dei sipari dei teatri umbri, tra i quali quelli di Terni, Amelia, Spoleto, Montefalco, Perugia. L’operazione di recupero è stata possibile grazie alla collaborazione del Responsabile per i Beni Culturali del Comune di Narni, Roberto Nini, e degli operai dell’acquedotto, Bruno Varazzi, Roberto Mingoni e Piero Lucci, senza i quali non avremmo potuto sollevare e trasportare al sicuro la grande tela, ora temporaneamente conservata, insieme alle altre opere della raccolta comunale, nelle sale del deposito del Palazzo Vescovile, in un luogo degno per la sua collocazione. L’augurio – conclude – è che ora esso possa essere oggetto dell’attenzione che merita e che presto possa essere sottoposto ad un accurato intervento di restauro in grado di restituirgli la sua originaria completezza”. Un’altra opera recuperata, dunque, che si va ad aggiungere alla serie dei dipinti e delle sculture salvate nel corso degli ultimi mesi e conservate ora nella sede dell’attuale “Pinacoteca”
20/3/2003 ore 13:21
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