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Ternana calcio: il sindaco Paolo Raffaelli critica il silenzio della società ma promette interventi per mettere in sicurezza lo stadio
In merito alle vicende della Ternana Calcio il Sindaco Paolo Raffaelli ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Nella vecchia Terni si sarebbe detto che ‘la cera si consuma e la processione non cammina’. E’ una riflessione amara che vale benissimo per la Ternana, a quasi un mese dalla retrocessione e a due settimane ormai dal confronto in Prefettura. L’Amministrazione comunale potrebbe tranquillamente rimanere in attesa, limitandosi a ribadire che la convenzione per lo stadio Liberati scade il 30 giugno e senza veri fatti nuovi ne è escluso il rinnovo. Il problema vero è tuttavia che, quali che siano gli indirizzi che l’attuale Ternana Calcio intenderà assumere, il Comune non può permettersi di lasciare nel degrado un suo patrimonio, perché la città resta anche se le società sportive passano. Nei prossimi giorni definiremo dunque di intesa con il comitato competente della Prefettura le linee di intervento indispensabili per garantire che uno stadio agibile e in grado di ospitare gare per il calcio professionistico resti a disposizione della città. Faremo gli interventi che ci competono in senso stretto, naturalmente NON faremo gli interventi che competono alla società sportiva e rispetto alla quale in questi anni abbiamo fin troppe volte assolto a una sostanziale funzione di supplenza. Ciò premesso, per rassicurare la città sul fatto che, in assenza di una società disponibile al confronto, il patrimonio dello stadio Liberati non sarà abbandonato a se stesso, voglio ribadire che considero inaccettabile, soprattutto in questa situazione di incertezza e dopo il danno prodotto alla città con la retrocessione, l’assenza di confronto e di comunicazione da parte della Società. Se è un modo per dire che si considera giusta la strada di rottura che ha portato alla retrocessione e che si intende continuare così fino alla C2, ebbene si sappia che un simile percorso autolesionista non troverà alcun disinteresse acquiescente da parte delle Istituzioni. E’ vero che le società per azioni sono un fatto privato, ma una grande passione sportiva è un fatto pubblico. E’ bene che lo si ricordi ora dopo averlo dimenticato per più di anno con i risultati che si sono visti."
11/6/2006 ore 5:59
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