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Sport e disabilità: tornei primaverili ed estivi in tutta la Regione
Nuoto, basket in carrozzina, "orienteering", "torball" ed atletica leggera, sono solo alcune delle discipline che impegneranno in tornei primaverili ed estivi gli sportivi umbri con disabilità iscritti al Comitato Internazionale Paraolimpico (Cip). In occasione della nuova fase di incontri il presidente del Comitato, Emanuele Francesco, ha voluto ricordare l’importanza dello sport come momento di aggregazione e di socialità per tutte le persone ma, in particolare, per coloro che hanno problemi di disabilità fisica o psichica”. “Lo sport – ha detto il presidente del Cip – è un momento di gioia e di crescita soprattutto per i ragazzi ed i bambini con varie problematiche. Negli anni ho conosciuto persone bellissime che hanno ricevuto tanto dallo sport ed arricchito l’ambiente sportivo umbro con la loro presenza. Sono stato testimone di storie bellissime vissute da persone che con la pratica sportiva, oltre a migliorare le prestazioni fisiche, sono riuscite a superare barriere psicologiche che apparivano insormontabili. Ma spesso - ha aggiunto Emanuele - ci troviamo a lottare contro la mentalità protettiva di alcuni genitori che hanno quasi paura di far praticare uno sport ai loro figli disabili: sbagliano. Al contrario, il contatto con i compagni di squadra ed i tecnici, abbinati all’apprendimento di tecniche sportive, migliora il loro benessere”. La sezione regionale del Cip raccoglie 390 tesserati. Il numero di tessere sale a 530 se si contano anche gli atleti ed i dirigenti. Le società sportive sono 16 e si praticano tutte le discipline riconosciute dal Coni. L’età degli sportivi è compresa tra gli 8 ed i 50 anni. Alta, soprattutto nel perugino, la presenza di donne. Per favorire la pratica sportiva si utilizzano degli ausili ad hoc per ogni tipo di disabilità. Dietro questi supporti utilizzati per rendere agevoli i movimenti, c’è una grande ricerca scientifica – ha sottolineato il presidente del Cip - ma anche tanta disponibilità degli allenatori che amano questa attività in alcuni casi molto delicata”. Il Comitato è impegnato anche sul fronte della formazione organizzando corsi di specializzazione dei tecnici. “In questo periodo è partita la formazione per allenatori di ippoterapia, giudici di nuoto e di altletica leggera – ha detto il presidente del Cip - Inoltre, abbiamo firmato un protocollo d’intesa con l’Unità spinale dell’ospedale Silvestrini di Perugia e la facoltà di Scienze motorie dell’Università, per preparare gli insegnanti di educazione fisica al lavoro con persone disabili”. Emanuele Francesco ha poi sottolineato che “ la Regione Umbria è stata la prima in Italia a varare una legge per promuovere lo sport tra portatori di disabilità”.
Lo sport come tecnica per superare gli ostacoli della vita: è il valore aggiunto del gioco di squadra sperimentato da Luigi Costanzo, un imprenditore del capoluogo umbro che negli anni 80 ha fondato con un gruppo di amici la Libertas Perugia, sezione handicap. Costanzo, che è di origine siciliana, ha raccontato di essere poliomelitico dall’infanzia e, visto che nella sua regione mancavano le strutture per poter continuare gli studi, i suoi genitori hanno deciso di mandarlo a studiare in Umbria, ospite di un istituto per disabili di Colle Umberto dove è rimasto fino al conseguimento del diploma all’istituto magistrale. Subito dopo Luigi ha deciso di andare a vivere con alcuni amici con i quali ha condiviso anche la sua avventura sportiva. "Mentre ci davamo da fare per trovare un lavoro abbiamo deciso di incominciare a fare anche attività sportiva. Ci siamo messi in contatto una società sportiva di Foligno ed abbiamo iniziato ad allenarci. Dopo poco tempo abbiamo formato a Perugia una squadra di basket in carrozzina Sono stati anni difficili - ha raccontato - la mia vita era movimentata e, a tratti, pesante. Non mi ero realizzato nel mondo del lavoro mentre crescevano le soddisfazioni sportive". Dopo poco tempo i 5 amici hanno deciso di fondare la Libertas ed hanno disputato il campionato di serie A2 di Basket. "Ci siamo organizzati, abbiamo trovato una palestra per gli allenamenti, cercato gli sponsor e qualche finanziamento. E' stata un'esperienza formativa che mi ha cambiato perché ho capito che nella vita per ottenere quello che si vuole bisogna lottare sempre e comunque. Ho capito che per vincere potevo sfruttare le mie capacità residuali e che per superare gli ostacoli, a volte, non è indispensabile poter correre ma far funzionare bene la testa. Affrontare l'avversario in campo mi ha dato la grinta per affrontare la vita. Mi sono rimboccato le maniche, ho smesso di bussare alle porte degli enti locali e di sentirmi un invalido civile. Ho creato un'azienda che ora da' lavoro anche ad altre persone". L’aumento degli impegni – Costanzo è a capo di un'azienda tessile – non hanno allontanato il presidente "storico" della Libertas dal terreno di gioco. “Continuo ad allenarmi ed affianco l'attuale presidente dell'associazione, Gerardo Fioriti, nella promozione dell'attività sportiva per le persone con disabilità. Andiamo nelle scuole e spieghiamo a ragazzi l’importanza di praticare sport, ma facciamo anche gare dimostrative nelle piazze dei paesi. La mentalità sta cambiando, ma fino a poco anni fa era difficile convincere i genitori a lasciare praticare liberamente uno sport ai loro figli disabili. Alcuni addirittura non accettavano l’idea di vederli giocare in carrozzina. Ecco perché è fondamentale la promozione della nostra attivita'".
16/5/2005 ore 10:50
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