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Spari nella notte a Schifanoia. Per "sbaglio" il nonno tira due colpi di fucile in aria scambiando il nipote per un ladro
Si è sparato di nuovo. Ma questa volta “per errore”. Perché di ladri non ce n’era nemmeno l’ombra. Ma la paura si, quella ce n’è fin troppa e si è talmente impadronita di tutti, vecchi e giovani, che al primo rumore sospetto si “rizzano” le orecchie ed i sensi vengono allertati, provocando reazioni incontrollabili. Parliamo di Vigne, Schifanoia e paesi limitrofi, saliti ormai da tempo alla ribalta della cronaca nera per essere diventati “punto di riferimento” di bande di ladri, che sempre più frequentemente fanno visita nelle case dei tanti cittadini che vi abitano. Così, dopo i tre colpi di fucile sparati dal terrazzo qualche notte fa a Vigne dal figlio di una anziana signora che si era messa a gridare dopo essersi accorta che qualcuno stava armeggiando dietro alla porta di casa, ieri notte la storia si è ripetuta. Situazione analoga nella sostanza, ma diversa nei modi in cui si è consumata. I fatti parlano di un giovanotto che verso le quattro del mattino, dopo aver fatto baldoria in giro con gli amici, ha fatto rientro a casa sua, dalle parti di Schifanoia. Fin qui nulla di strano, i “problemi” sono iniziati quando il giovane è sceso dalla macchina e si è accorto di non avere con sé il proprio telefonino; così ha riaperto lo sportello ed ha iniziato a cercare il cellulare sui sedili e sul pavimento dell’auto. Poteva anche essere scivolato, deve aver pensato mentre si chinava e guardava negli angoli più bui della propria macchina. Ed era intento a cercare quando due colpi di arma da fuoco, sparati a distanza ravvicinata, lo hanno letteralmente “strappato” dai propri pensieri. “Accidenti al telefonino! Qui sparano! Vuoi vedere che hanno beccato i ladri?” Ed è uscito fuori di corsa, trovando però una sorpresa: grandissima, perché guardando verso le finestre di casa sua, il ragazzo si è accorto che sul terrazzo, con le canne del fucile ancora fumanti, c’era il nonno e che a sparare era stato proprio lui. Per sbaglio, però, perché l’anziano, appostato evidentemente dietro alle finestre vittima anche lui della “psicosi da furto” che attanaglia un po’ tutti da quelle parti, udendo il rumore prodotto dalla saracinesca, aperta forse con "troppa" attenzione dal ragazzo che si era preoccupato di non svegliare i congiunti, e non sapendo che il nipote non era ancora rientrato, ha creduto che fossero entrati i ladri in casa e che stessero tentando di portarsi via la macchina e le altre attrezzature custodite all’interno della stanza. Immaginatevi la scena una volta che nonno e nipote hanno capito di trovarsi di fronte ad un colossale equivoco. Il vegliardo si è giustificato dicendo con tono deciso “Io ho avuto paura ed ho sparato due botte tanto per far scappare i ladri”, mentre il nipote pare stia ancora smaltendo la sua di paura che è stata ben più grande di quella avuta da suo nonno. L’episodio, per come si è verificato, fa sorridere ma deve tuttavia far riflettere perché la “psicosi” cui sono preda i cittadini che abitano nelle frazioni della zona sud di Narni, potrebbe prima o poi procurare guai seri. Gli ultimi avvenimenti hanno determinato anche interventi da parte dei politici i quali hanno sollecitato una maggiore attenzione sui controlli da parte delle forze dell’ordine. “Questa situazione-ha detto tra gli altri il consigliere provinciale Petrineschi-va portata quanto prima sul tavolo del Comitato provinciale della sicurezza. All'opera di prevenzione e controllo dei carabinieri è necessario aggiungere anche quella della polizia di stato”. Insomma, spetterà alle autorità competenti analizzare a fondo il delicato problema e trovare delle soluzioni. Non sarà facile però intervenire, perché Vigne e tutti gli altri paesi, sono collocati in una zona “complicata” da un punto di vista logistico, essendo a pochissimi chilometri dal casello dell’autostrada e quindi molto vicina a Roma, la città dalla quale, pare, arrivino le bande di malviventi che fanno razzie nelle case dei narnesi.

9/5/2003 ore 2:10
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