Lunedì 18/11/2019
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Sono tornate le prostitute di colore sulle strade narnesi, i carabinieri fanno quello che possono per arginare il fenomeno
Sono tornate. Dopo molti mesi di quasi totale assenza le prostitute hanno ripreso a “lavorare” in numerose strade del comprensorio narnese. Si tratta prevalentemente di donne africane, provenienti dal Ghana e dalla Nigeria, quasi sempre tra i venti ed i venticinque anni, raramente più “anziane”. Sono almeno una quindicina quelle che siamo riusciti a “censire” negli ultimi giorni attraverso vari appostamenti e giri di ricognizione nelle zone tradizionalmente frequentate da queste donne. Il territorio narnese, per la sua conformazione e per la tipologia delle strade che l’attraversano, si presta in modo eccellente al fenomeno della prostituzione del tipo “mordi e fuggi”. Ci sono strade che offrono anfratti e nascondigli dove le giovani donne, o forse i loro “protettori”, hanno attrezzato delle vere e proprie alcove con tanto di materassi nascosti tra la vegetazione. E’ li che le donne accompagnano i loro clienti e con questi consumano il rapporto. Le strade sono sempre le stesse: la ex Tiberina, all’altezza della vecchia cava di calce di Ponte Sanguinaro, e più avanti, in direzione di Narni, poche centinaia di metri prima dell’abitato di Taizzano. Un altro punto è quello situato poco prima dell’abitato di Stifone, qui le ragazze si nascondono lungo un viottolo in cima al quale hanno ricavato la loro alcova. Lungo la strada che costeggia la polveriera e che dalla rampa di accesso al raccordo Terni-Orte, arriva sino a Montoro stazionano ogni giorno sei o sette giovani africane. Un paio le postazioni prescelte, tutte dotate di innumerevoli vie di fuga verso il bosco. Altra piazzola è quella situata un chilometro più in giù, all’uscita per Montoro, appena dopo la seconda galleria che si trova sul Ra.To. venendo da Orte; anche quindi sono è possibile trovare due o tre ragazze che accompagnano i loro clienti in qualche boschetto situato a poche centinaia di metri di distanza. A San Liberato, nei pressi dello svincolo per il laghetto artificiale, capita sovente di trovare un camper con una donna di colore a bordo e qualche volta anche delle “avventizie” che si fermano solo per un giorno o due. I carabinieri hanno le mani legate. “La prostituzione non è vietata da alcuna legge-spiega il maresciallo Guglielmo Apuzzo comandante dei carabinieri di Narni Scalo-e comunque ci capita spesso di fermare delle ragazze africane che, paradossalmente, sono in regola con il permesso di soggiorno e risultano essere alle dipendenze di qualche famiglia come badanti. Noi ogni tanto facciamo delle retate e provvediamo ad espellere quelle non in regola ma è una lotta dura perché su tre che ne allontaniamo qualche tempo dopo ne troviamo altrettante che prendono il loro posto. Posso dire che siamo comunque molto attenti e che le nostre pattuglie sorvegliano di continuo le zone a rischio del territorio”. Non è tuttavia una cosa facile per i carabinieri riuscire a bloccare e identificare le prostitute: “appena vedono una nostra macchina si danno alla fuga e se riescono a buttarsi nel bosco prima che noi le si raggiunga diventa difficile bloccarle-conferma Apuzzo-. Queste ragazze sono astute e conoscono viottoli e stradine meglio di chiunque altro”. C’è poi da aggiungere che alla vista di una pattuglia ognuna di loro provvede ad informare con il telefonino le proprie colleghe che si nascondono.
19/5/2005 ore 15:15
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