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San Liberato: tentano di entrare nel Ra.T.O. con le bicilette ma vengono bloccati dai carabinieri, continua la lotta per avere una strada alternativa
Una provocazione. Che servirà probabilmente a smuovere le acque. I cittadini di San Liberato, esasperati per la paradossale situazione che si è venuta a creare da quando l’Anas ha deciso di “promuovere” il raccordo Terni-Orte a strada extraurbana principale isolando di fatto la frazione dal resto del mondo, in quanto sulla superstrada non possono più circolare biciclette e scooter, e non essendoci strade alternative che possano permettere alla gente di poter raggiungere nessuna località, sabato scorso (29 aprile) hanno inscenato l’ennesimo gesto di protesta inforcando le biciclette e tentando di entrare nel raccordo in direzione di Narni. Gli abitanti di San Liberato avevano pensato di aggirare l’ostacolo organizzando una manifestazione cicloturistica ed avevano inviato alla Questura di Terni una richiesta per ottenere il permesso di transitare anche sul tratto di raccordo che separa la loro frazione da Montoro, ma la Questura con una ordinanza ha respinto la richiesta ed ha mandato sul posto carabinieri e polizia stradale affinché il divieto venisse rispettato. E infatti due pattuglie dei carabinieri ed una della Polstrada hanno fermato l’insolito gruppo di ciclisti prima che dalla rampa di accesso potesse immettersi sulla superstrada. Erano una sessantina, uomini e donne, giovani e anziani, e si erano dati appuntamento alle 15 di sabato pomeriggio davanti al bar della frazione, da li sono partiti in gruppo e nel giro di cinque minuti hanno raggiunto la rampa di accesso del Ra.T.O. in direzione nord. Ma ad aspettarli c’erano due macchine dei carabinieri di Narni Scalo coordinati dal luogotenente Guglielmo Apuzzo e una pattuglia della polizia stradale di Terni. “Sul raccordo non potete entrare” ha spiegato ai cittadini il luogotenente Apuzzo, “dovete tornare indietro”. La reazione dei ciclisti non si è fatta attendere “Non c’è nessuna segnaletica che ce lo impedisce – spiegava Massimiliano Corvi, ‘capo-popolo’ del gruppo, ma anche consigliere comunale dei Ds – ma solo questa ordinanza della Questura”. E giù a spiegare le ragioni per le quali i cittadini di San Liberato “vivono una situazione al limite della disperazione che va avanti da anni, da quando cioè è stato aperto il Ra.To. e che si è aggravata da quando la strada è diventata extraurbana principale”. “Il progetto della strada alternativa c’è – ha spiegato il sindaco Bigaroni che era presente alla protesta e conosce bene il problema perché anche lui abita a San Liberato - e a gennaio scorso lo abbiamo inviato alla Regione. Si tratta solo di aspettare che vengano erogati i finanziamenti affinché i lavori per la realizzazione della nuova strada e per l’isolamento acustico del raccordo possano cominciare”. A riprendere tutta la scena della protesta c’erano anche le telecamere di “Striscia la notizia”.
2/5/2006 ore 5:29
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