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San Liberato: ragazza tenta di buttarsi dal cavalcavia del R.a.t.o., un agente in borghese della polizia stradale la convince a desistere
Ci sarebbero dei dissapori familiari alla base del tentativo di suicidio compiuto ieri mattina da una donna di 30 anni, originaria di Amelia, nei pressi di San Liberato. Erano circa le 12, quando la giovane ha raggiunto a piedi il cavalcavia n.63 del Ra.To., quello dove passa la strada che porta nella popolosa frazione narnese, ed ha cominciato a fare su e giù lungo la barriera metallica di protezione. Ad un certo punto ha messo in chiaro le sue intenzioni decidendo di scavalcare la recinzione e di sedersi pericolosamente sulla sommità della balaustra che si affaccia sul raccordo. Gli automobilisti di passaggio hanno notato lo strano movimento ed hanno fatto partire immediatamente l’allarme al 113. Intanto sul raccordo si trovava a passare una pattuglia di agenti della polstrada in borghese che intervenivano prontamente avvicinandosi alla ragazza ed instaurando con essa un dialogo utile a dissuaderla. La donna per tutta la durata della conversazione è rimasta a cavalcioni sul parapetto metallico e mentre uno degli agenti tentava di convincerla a scendere cominciavano ad arrivare i mezzi di soccorso chiamati nel frattempo. In pochi minuti si concentravano in zona altre due pattuglie della polizia stradale di Terni, una dei carabinieri del nucleo radiomobile di Amelia, un mezzo dei vigili del fuoco e una autoambulanza del 118. Per fortuna l’arrivo in forze dei mezzi di soccorso si rivelava inutile perché dopo alcuni minuti la ragazza, che indossava un giubbetto di quelli utilizzati dagli addetti dei distributori di benzina, scendeva e si lasciava visitare dal personale medico del 118. Poi lei stessa telefonava al marito dicendole che sarebbe tornata a casa di lì a poco.
14/10/2005 ore 4:56
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