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San Liberato: cittadini esasperati si rivolgono ai carabinieri per tentare di sbloccare la situazione che li vede "prigionieri" del Ra.To.
Sono esasperati. I cittadini di San Liberato, dopo l’ennesimo incidente che ha mandato in “tilt” il raccordo autostradale Terni-Orte, minacciano azioni plateali se non si da quanto prima inizio ai lavori di realizzazione di una strada alternativa al Ra.To. “Non ce la facciamo più, siamo ad un passo dall’esaurimento nervoso-sbotta Federico Peciarolo presidente della Pro-loco di San Liberato ed attivista politico nelle fila del Ds-l’incidente di due giorni fa ancora una volta ci ha posto in isolamento forzato. Per diverse ore nessuno di noi ha potuto muoversi dal paese, perché il raccordo era bloccato nelle due direzioni. Poi è stata liberata la corsia sud ma se per una necessità qualsiasi o, peggio ancora, per una emergenza, qualcuno avesse dovuto andare verso Narni o Terni non l’avrebbe potuto fare perché l’incidente stavolta si era verificato in prossimità dello svincolo per Nera Montoro e quindi sarebbe stato impossibile utilizzare la ex Ortana”. La situazione è giunta al limite e ieri mattina c’è stata una prima clamorosa azione di protesta fatta da un cittadino a nome di tanti altri che vivono nella frazione. Questi si è recato presso la caserma dei carabinieri di Narni Scalo, che è competente per territorio, per denunciare l’Anas e la Regione dell’Umbria, che starebbero da tempo ritardando l’inizio dei lavori di una strada di collegamento tra San Liberato e Nera Montoro della quale il Comune ha già da tempo realizzato il progetto. Il maresciallo Guglielmo Apuzzo comandante dei carabinieri, non senza qualche imbarazzo, ha accolto l’uomo ma si è anche premurato di avvertire il sindaco Bigaroni di questa iniziativa. Ed il sindaco, che ben conosce la situazione essendo residente proprio a San Liberato, ha ritenuto, insieme all’assessore nonché vice sindaco Renato Purgatorio, di essere presente all’incontro. Alla fine non è stata presentata nessuna denuncia, i due amministratori hanno promesso al cittadino che avrebbero sollecitato ancora una volta l’Anas a farsi carico della costruzione di quella strada, prevista da tempo sul Prg, ed al maresciallo non è restato altro da fare che informare i suoi superiori della situazione. La vicenda della "strada che non c’è" va avanti da anni e la protesta degli abitanti di San Liberato è puntualmente salita alla ribalta in occasione delle code dovute ai rientri dalle vacanze o degli incidenti. La situazione è precipitata quando il Ra.To. è diventato strada extra urbana principale e dunque è stato interdetto il transito a cicli e motocicli di cilindrata inferiore a 125, costringendo chi non ha la macchina a rimanere “prigioniero” dentro al paese. Chiedere aiuto ai carabinieri è stato dunque uno sfogo di chi proprio non ce la fa più a sopportare il peso di questa grave situazione.
6/5/2005 ore 5:20
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