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San Liberato: cancello chiuso a chiave al cimitero del paese, la salma di una anziana deve aspettare più di due ore prima di essere tumulata
Un funerale celebrato a metà. Con il carro funebre impossibilitato a varcare la soglia del cimitero in quanto il cancello principale è chiuso a chiave e dei necrofori non c'è traccia. E' stato un "ultimo viaggio" tormentato quello di una 87enne di San Liberato il cui funerale era stato programmato per le 10,30 di ieri mattina nella chiesa della frazione narnese. Il feretro, a bordo del carro funebre ed accompagnato da congiunti dell'anziana donna, era partito intorno alle 10 dall'ospedale di Terni e ad aspettarlo c'era in pratica tutto il paese. Si è così formato il corteo che ha accompagnato la salma fino in chiesa dove il sacerdote ha celebrato la funzione religiosa. Poi la bara è stata nuovamente caricata a bordo del carro funebre ed il mesto corteo si è diretto verso la parte alta del paese, lì dove si trova il camposanto. Ma ad attendere i fedeli c'era una brutta sorpresa: il cancello principale del cimitero era chiuso con una grossa catena alle cui estremità era stato fissato un lucchetto. Qualcuno ha pensato che gli operatori dell'Asit, la municipalizzata che ha in gestione la manutenzione degli 11 cimiteri comunali, si trovassero all'interno del camposanto, impegnati magari a preparare il loculo dove sarebbe stata tumulata la salma della poveretta, ma dopo una rapida ricognizione si è capito che non c'era nessuno degli addetti e che l'unica spiegazione da dare a quel cancello chiuso a lucchetto era data dal fatto che l'azienda si era "dimenticata" del funerale. Ci sono stati momenti di imbarazzo tra i dipendenti della agenzia funebre ed i congiunti della defunta, i quali hanno cominciato a chiedersi come fare per risolvere la situazione, poi dopo un'ora di vana attesa, quando qualcuno intirizzito dal freddo e infastidito dall'accaduto se ne era già tornato a casa, è stata presa la decisione di scaricare la bara dal mezzo e di farla passare a braccia, non senza grosse difficoltà, attraverso un piccolo cancello di servizio che immette nel cimitero. Ma una volta dentro si è scoperto che anche la chiesa era chiusa e così la bara è stata dovuta adagiare in terra fino all'arrivo dei dipendenti dell'Asit (ore 13,20) i quali, di fronte alle rimostranze dei parenti della defunta, si sono giustificati affermando di aver dovuto seguire altri tre funerali che si erano svolti in mattinata presso il cimitero di Narni Scalo. Dalla direzione dell'Asit hanno parlato anche di "un problema di comunicazione", che sarebbe dipeso dagli uffici dell'economato del Comune i quali ogni volta che c'è un funerale, hanno il compito di informare i necrofori che sono chiamati a predisposrre tutto il necessario per la tumulazione. Qualcuno stavolta si sarebbe dimenticato di fare questa comunicazione; da qui il verificarsi dell'increscioso episodio.
(Nella foto l'ingresso del cimitero di San LIberato)
4/1/2008 ore 4:56
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