Domenica 25/06/2017
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Raccordo Terni-Orte: una strada che, nel tratto narnese, si conferma tragicamente pericolosa
L'ultima tragedia verificatasi la settimana scorsa lungo il raccordo Terni-Orte, conferma l'alta pericolosità di questa strada. in particolare il tratto che ricade in territorio narnese ha visto, dal giorno in cui il raccordo fu inaugurato, decine di persone perdere la vita in gravissimi incidenti. La decisione di installare il new-jersey, che ha permesso di separare le due carreggiate, ha ridotto drasticamente il numero dei sinistri, ma il Rato continua ad essere pericoloso. Soprattutto in quei punti dove la barriera divisoria non è presente. E nel punto dove è accaduto l'incidente mortale di martedi 7 marzo, non c'era alcuna barriera di protezione. In realtà in quel tratto, che si apre appena dopo la galleria Castelluccio (in direzione Orte) c'è un grande spazio vuoto, una sorta di lungo 'corridoio' che viene utilizzato, in caso di emergenza, dai mezzi di soccorso per fare delle inversioni. All'apparenza sembra essere un punto 'sicuro', dal momento che le due carreggiate sono piuttosto distanti una dall'altra. Chi avrebbe mai potuto ipotizzare una dinamica così complessa come quella che ha, invece, determinato l'incidente mortale di poche mattine fa? Praticamente nessuno. Troppi elementi si sono combinati tra di loro, al punto da formare un lugubre mix di situazioni negative pressochè impossibili da prevedere. Un autoarticolato che viaggia in direzione di Terni, in quel tratto che è in leggera salita. Il conducente che perde all'imrpovviso il controllo del mezza, 'scavalca' il newjersey ed invade la carreggiata opposta nel medesimo istante in cui sta sopraggiungendo un'autovettura il cui guidatore, che non ha nemmeno mezzo secondo per tentare di frenare e schivare l'ostacolo, gli finisce addosso. Eppure, da quello che sembra, dovrebbe essere andata proprio in questo modo ed al posto del povero commerciante ternano di 55 anni che era alla guida della macchina che si è 'infilata' sotto al Tir, poteva capitarci chiunque. Anzi, è andata bene che in quel momento non ci fossero altre auto sulla scia della Ford del 55enne, altrimenti poteva essere una strage. Come pure una strage più grande poteva essere se a bordo della Ford anzichè il solo conducente ci fossero stati altri passeggeri. Dopo quanto accaduto sarà dunque opportuno rivedere anche quegli spazi che lungo il Rato sono sprovvisti di barriere che separano le due carreggiate. Si potrebbero prevedere, per esempio, dei sistemi "mobili", con dei robusti gardarail che potrebbero essere 'spostati' in tempi rapidi nei casi in cui i mezzi di soccorso dovessero avere la necessità di fare delle inversioni di marcia. Certo è che dopo quanto accaduto una soluzione va trovata, perchè, come purtroppo abbiamo visto, anche l'imponderabile può succedere.
(Nella foto, il punto dove è avvenuto il tragico incidente del 7 marzo)
13/3/2017 ore 3:23
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