Mercoledì 20/11/2019
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Ponte di Augusto e abbazia di S.Casciano, la zona è vincolata dal Ministero dei Beni Culturali ma nessuno rispetta le regole
L’intera zona è di altissimo valore artistico e paesaggistico ma le continue infrazioni ai vincoli esistenti che vengono compiute ultimamente non sembrano essere tenute nella giusta considerazione da nessuno. Stiamo parlando del tratto iniziale delle Gole del Nera, ovvero di quella zona compresa tra i resti del ponte d’Augusto e l’abbazia di San Casciano. Un angolo di grande importanza non solo per la presenza dei due antichi monumenti ma anche per il valore paesaggistico che riveste, non a caso il Ministero dei Beni Culturali ha posto da molti anni una serie di vincoli che ne impediscono la realizzazione di una qualsivoglia struttura in un raggio di grande ampiezza. Eppure è proprio qui che si è scatenata da anni l’inciviltà umana che è possibile osservare sotto varie forme. Intanto le discariche a cielo aperto che da sempre sono spuntate ai lati della strada di Funaria e che solo di recente sono state in parte rimosse, poi i grandi muraglioni fatti costruire dalle Ferrovie dello Stato negli anni novanta in occasione dei grandi lavori che vennero effettuati per permettere il raddoppio della linea Orte-Falconara. Questi rappresentano un pugno in un occhio per chiunque si affacci dall’alto ad ammirare le gole del Nera, in quanto la loro struttura realizzata in pietre e cemento spicca sul verde dei boschi e crea un pessimo impatto visivo a tutta la vallata, contrastando anche con l’abbazia che si erge qualche decina di metri più in alto. Il progetto originale prevedeva l’occultamento dei grandi muraglioni attraverso la semina di un tipo di vegetazione che una volta cresciuta avrebbe potuto nascondere completamente quei brutti muri, ma gli accordi non sono stati rispettati e la ditta che ha realizzato i lavori non ha mai provveduto ad occultare le pareti. La recente apertura del cantiere lungo la ex Tiberina per dei lavori di consolidamento, ha inferto altre ferite a tutta la zona. La grande mole di traffico che si riversa come conseguenza indotta lungo la strada di Funaria ha portato un tasso di inquinamento notevole che non fa affatto bene ai monumenti e tanto meno alla salute delle persone che vivono nei paraggi. Per non parlare della bruttura che quel lungo ed ininterrotto serpentone di auto e camion che attraversano un sito archeologico di tale pregio rappresentano. La ciliegia sulla torta però mancava e qualcuno ha pensato bene di metterla. Così sulla parete della piccola galleria situata all’imbocco della ex-Tiberina, proprio nel punto in cui la strada è stata sbarrata dalla rete arancione che delimita il cantiere, qualcuno ha apposto dei grandi striscioni pubblicitari. In Comune cadono dalle nuvole: “Non abbiamo autorizzato nessuno a fare una cosa del genere – ha detto Antonio Zitti dirigente dell’Urbanistica - non solo perché in quella zona ci sono dei vincoli ma anche perché ci vorrebbero una serie di pareri da parte di vari uffici che non si ottengono tanto facilmente”.
3/11/2005 ore 5:16
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