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Narni: tanta gente ai funerali di Marcello Contavalli. L'amico "Ciao Picchiò" gli ha messo dentro alla bara la maschera di un clown
Occhialini neri, baffi e naso finto: la maschera di un clown indossata mille volte da Marcello e che il suo amico Luciano (“Ciao Picchiò”) ha voluto mettergli nella bara. Un tocco di ironia per ricordare nel modo giusto Marcello Contavalli, il personaggio narnese scomparso improvvisamente nella notte tra sabato e domenica. C’era tanta gente ai suoi funerali, nonostante la mattinata lavorativa ed il gran caldo; in tanti hanno voluto rendergli l’ultimo saluto. C’era commozione ma non disperazione, d’altronde Marcello era noto a tutti per la sua verve ironica e mai avrebbe accettato di vedere gente piangere e disperarsi al suo funerale. Quante volte aveva scherzato sopra a questo argomento con i suoi amici e quante volte quegli stessi amici lo avevano preso in giro inventandosi improbabili cortei pieni di ballerini e musicisti brasiliani (amava tanta la samba) che avrebbero accompagnato la sua bara nel giorno dell'addio. E lui che rispondeva per le rime con delle battute gustosamente salaci. Non c’erano suoni e balli, invece, al funerale di Marcello: è stata una cerimonia molto semplice e senza alcun sottofondo musicale, cosa che potrebbe essergli dispiaciuta perché quando era in vita ha amato tantissimo la musica, soprattutto quella sinfonica e poi tutti i “ballabili”. Ha officiato monsignor Piergiorgio Brodoloni, tornato apposta dal Seminario di Assisi: “Sono stato l’ultimo a parlarci prima che si spegnesse-ha detto Don Giorgio nell’omelia-e riconoscendomi mi ha detto “ti aspettavo”. E poi il sacerdote ha ricordato le doti morali di Marcello sottolineandone l’impegno messo a favore di chi soffre attraverso l’associazione per la lotta contro il cancro della quale era vicepresidente. Al funerale c’erano il sindaco Bigaroni, l’assessore Gilioni ed il presidente del consiglio comunale Saleppico; c’erano i rappresentanti dell’Ente corsa all’anello e della Pro-Narni e poi la gente narnese, quella che lui aveva fatto ballare e divertire in occasione delle tante feste e dei veglioni carnevaleschi. Non c’era la Narnese calcio che pure una quarantina di anni aveva avuto Marcello come giocatore nella prima squadra. Ma lui manco ci avrà fatto caso; gli è bastata la presenza di chi c’era e, conoscendolo, si sarà sicuramente divertito da lassù ad osservare tutte quelle persone venute apposta per lui.
28/6/2004 ore 14:19
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