Mercoledì 05/08/2020
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Narni Scalo:all'ex stabilimento Bosco non si paga la TIA da 5 anni, il Pdl insorge, il Comune dice che è tutto in regola
Settecentomila euro di mancati introiti nelle casse comunali. Sarebbero, secondo Sergio Bruschini (capogruppo Pdl) l’equivalente di cinque anni di Tia (Tariffa Igiene Ambientale) non versati da un contribuente. Che non è un semplice cittadino, ma il Consorzio delle Aree Industriali proprietario dei capannoni dell’ex Bosco a Maratta. L’esponente del Pdl ha presentato una richiesta formale al dirigente dell’Ufficio Tributi del Comune di Narni chiedendo delle spiegazioni “riguardo ad una fatto che è di estrema gravità”. “Il Consorzio – spiega Bruschini – nel 2005 ha attivato un contratto per la fornitura di energia elettrica, quindi da quel momento è come se avesse dichiarato di aver dato inizio a delle attività presso quei capannoni. Ed in effetti dentro all’ex stabilimento della Bosco, per quel che ne so si svolgono attività di diversa natura. Partendo dal presupposto che, in base all'articolo 2 del regolamento approvato dal consiglio comunale sulla Tia, il pagamento della stessa è dovuto per ogni immobile, mi sembra ‘normale’ che chi gestisce le attività in quei capannoni debba pagare la tariffa sull’igiene ambientale; cosa che invece non è mai avvenuta. Perché il consorzio non paga la Tia? In base a quale criterio il Comune ha ritenuto di esonerarlo per tutti questi anni dal pagamento?”. La risposta arriva direttamente dalla dirigente dell’Ufficio Tributi, Alessia Almadori. “Non sono state commesse irregolarità – spiega – dal momento che, è vero come afferma Bruschini che presso i capannoni della ex Bosco esiste un allaccio riguardante la fornitura di energia elettrica, ma è anche vero che dentro a quei fabbricati non viene svolto alcun tipo di attività, ergo non vengono prodotti rifiuti; quindi nessuna tassa è dovuta”. Ma Bruschini incalza: “sono state fatte delle verifiche, attraverso ispezioni e sopralluoghi, che dimostrano che i capannoni sono vuoti e che non viene prodotto nemmeno un grammo di rifiuti soldi urbani? Mi sembra quasi incredibile che degli spazi così grandi – circa 30mila metri quadrati di superficie coperta ed annessi spazi esterni – non producano rifiuti”. Poi il parallelo con il semplice contribuente "che la Tia la deve pagare, sempre e comunque”. “Se un cittadino qualsiasi – osserva Bruschini – possiede un locale vuoto in qualche parte del territorio, non ha scampo: gli arriva la bolletta della Tia e lui deve pagare, anche se dimostra che quel locale è vuoto e non produce rifiuti. Perché nel caso del Consorzio delle Aree Industriali, per ben cinque anni, non è stato applicato lo stesso rigore?”.





10/12/2010 ore 0:16
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