Mercoledì 20/06/2018
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Narni Scalo: alla "Lil" in via della Doga c'è un modo nuovo per imparare le lingue straniere
Una scuola di lingue? Non esattamente. Un centro per supporto didattico? Non solo. Definire la "Lil" non è semplice, perchè ogni definizione ha in sè una sua implicita limitazione. Intanto va detto che Lil è un "laboratorio interculturale linguistico" che si trova in via della Doga 63 a Narni Scalo. L'idea di creare una struttura del genere è venuta qualche tempo fa ad una giovane insegnante narnese: Alessandra Fani. "Il laboratorio - spiega la stessa Fani -, oltre a fornire un supporto a chi ha qualche difficoltà a scuola o vuole un aiuto nello svolgere i compiti, ha l'ambizione di creare uno spazio di creatività, crescita e apertura sul mondo, attraverso l'apprendimento delle lingue e quindi la conoscenza di culture diverse dalla nostra. Perchè una lingua è una sorta di chiave che permette di aprire le porte di un paese. I 'corsi' di lingue organizzati a LiL non sono classici corsi. Essi, infatti, sono incentrati sull'oralità, sulla comunicazione e sull'uso attivo della lingua. Ragion per cui i gruppi sono molto ridotti, in modo di coinvolgere attivamente l'apprendente ed evitare che usi l'italiano. Altro strumento didattico fondamentale è il gioco e il divertimento. Se ci si diverte si impara meglio, più velocemente e più serenamente. E non solo se si è bambini. Alcuni eventi sono rivolti solo ai più piccoli, come la lettura in inglese di 'Grey Mouse' ed altri laboratori, manuali che hanno una cadenza periodica. Non vi è limite di età per partecipare ai corsi. È importante ricordare che le lingue - spiega Alessandra Fani -, prima di essere un insieme di regole grammaticali, sono strumenti per comunicare, per trasmettere un messaggio. Non ha senso imparare una lingua straniera iniziando dalle sue regole grammaticali. Non solo non è funzionale, ma anche controproducente. La grammatica è importante, ma rappresenta solo la seconda tappa dell'apprendimento. Esattamente come avviene con la propria lingua materna: solo a partire dai 5-6 un bambino impara prima a scrivere e leggere, poi gradualmente a riflettere sulle strutture grammaticale di un sistema (la lingua) che è già capace di usare perfettamente a livello orale". Un'esperienza che Alessandra Fani, la promotrice di questo progetto, ha sperimentato direttamente sulla propria pelle. Catapultata di volta in volta in paesi stranieri per ragioni di studio e lavoro (Spagna, Francia, Inghilterrra, Egitto, Tunisia) ha potuto constatare la discrepanza tra l'apprendimento classico che parte dalla grammatica e poi passa alla comunicazione e l'apprendimento reale che parte dalla comunicazione per poi arrivare alla grammatica, quello che gli addetti ai lavori chiamano metodo comunicativo. E così, dopo una laurea in Italia, un diploma per insegnare l'italiano agli stranieri, una master in Spagna, un dottorato in Francia, corsi di perfezionamento in Inghilterra ed anni di lavoro alla cattedra Unesco per il dialogo interculturale nel Mediterraneo, Alessandra ha deciso di tornare nella sua città natale per aprire una finestra sul mondo da cui far entrare un pò di "interculturalità". Un gesto forte il suo, che va controcorrente e che dimostra come a volte, con determinazione e coraggio si può provare a costruire qualcosa di importante anche in "casa nostra", senza dover emigrare in altre città o, addirittura, all'estero.
26/2/2018 ore 3:10
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