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Narni: per De Rebotti il rilancio del territorio si chiama 'Smartcity', "un modello da seguire"
Il sindaco fa il punto della situazione. Analizza il presente e guarda al futuro. Il presente è fatto anche di vere e proprie emergenze, come quelle degli sfratti che mettono in mezzo alla strada sempre più famiglie. “Siamo di fronte - dice De Rebotti - ad un'emergenza sociale nuova, con l'imbarbarimento dei costumi che è sempre più grave e frutto della crisi e di sentimenti negativi verso il fenomeno dell'immigrazione ritenuto sempre di più un elemento che toglie opportunità a chi vive nei nostri paesi". Poi De Rebotti analizza la situazione narnese con realismo e lucidità, riconoscendo anche qualche errore, con la consapevolezza e la lucidità di comprendere che, ormai, non si può più sbagliare e bisogna guardarsi intorno oltre che dentro le proprie mura. "Sul servizio idrico - ammette il sindaco - abbiamo sbagliato e molti altri settori pubblici sono in difficoltà, ma stiamo lavorando su diversi fronti. Specie sul bando dei rifiuti a livello provinciale, grazie all'ottimo lavoro realizzato insieme al sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Il passaggio dall'incenerimento alla differenziata è ormai segnato. Siamo contenti del biodigestore di San Liberato che è un ottimo elemento per abbattere l'inquinamento. E dobbiamo andare avanti grazie ai patti inter-territoriali, lungo la via del modello 'Smartcity' e mutuare anche delle soluzioni dalle città umbre come le iniziative di mobilità dolce che nel perugino stanno aiutando molto nella lotta al vero inquinamento che è quello da traffico". Narni è concentrata su molti temi e pensa allo sviluppo tra università, industria e nuovo ospedale. "Sulle facoltà universitarie - afferma De Rebotti - crediamo di essere stati penalizzati. Potevamo essere una sede ideale per molti corsi e, specie per l'impegno delle amministrazioni Bigaroni, abbiamo sempre investito molto per rendere Narni città universitaria perché crediamo che sia questo uno dei pochi fattori di sviluppo. Continuiamo ad essere molto ottimisti per l'Ospedale Unico che servirà tantissimo e poi non facciamo che seguire le tendenze dei pazienti narnesi che già si servono in altri ospedali locali a seconda delle eccellenze e delle funzioni. L'Industria? - conclude il sindaco -. Dipendiamo dall'Ast, certo, ma abbiamo moltissime aziende locali che si ritagliano quote di mercato interessanti. Sono deluso per le crisi di molte aziende locali, vedi l'Adica e la cartiera, ma sono confortato dalle soluzioni reperite all'interno che hanno salvato un pò le situazioni".
11/9/2013 ore 2:45
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