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Narni: oggi il Tar dell'Umbria si pronuncia sul ricorso presentato dal CdL riguardo la "regolarità" delle Assemblee Territoriali
Si attende la pronuncia del Tar. Sul destino delle cinque “Assemblee territoriali” narnesi incombe quindi la decisione del massimo organo di controllo regionale che dovrà stabilire se i nuovi organismi nominati qualche mese fa dal sindaco Bigaroni siano da ritenersi “regolari” o se invece dovranno essere annullati come chiede con forza la Casa delle Libertà. La storia è ormai nota: della costituzione di questa sorta di Circoscrizioni si è cominciato a parlare a Narni molto tempo fa; all’inizio le forze politiche di maggioranza e opposizione avevano viaggiato sulla stessa lunghezza d’onda, poi strada facendo erano sorte delle incomprensioni e alla fine c’era stata una rottura totale. Basti dire che quando si è trattato di formare le liste dei candidati che si sarebbero dovuti presentare alle elezioni circoscrizionali il centro destra ha deciso di non partecipare lasciando via libera ai soli rappresentanti della maggioranza. Il sindaco decise così di nominare egli stesso i membri di ognuna delle cinque assemblee, pescando i nominativi dalla lista dei candidati. I consigli direttivi avevano poi provveduto ad eleggere i presidenti. Ma la cosa non è piaciuta ai rappresentanti delle forze politiche del centro destra che dapprima hanno sollevato una serie di vibrate proteste e poi hanno deciso di passare a vie di fatto chiedendo che a dirimere la intricatissima matassa fosse il Tar dell’Umbria. Ed oggi, dunque, dovrebbe esserci il verdetto definitivo: se i giudici diranno che gli organismi eletti dal sindaco sono regolari tutto rimarrà come è adesso, altrimenti le assemblee verranno cancellate e si dovrà ricominciare tutto daccapo. In Comune si sentono tranquilli e anzi qualcuno afferma che pur nel caso il Tar dovesse accettare il ricorso del CdL questa decisione non andrebbe ad inficiare le candidature dei membri divenuti consiglieri per effetto del decreto firmato dal sindaco, in quanto gli stessi si ripresenterebbero in blocco nel caso si dovesse tornare alle urne. Ma stavolta alle elezioni parteciperebbe anche il centro destra “per dare un significato più democratico a questi organismi”. Al Tar l’ultima parola.
19/4/2006 ore 5:56
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