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Narni: la Tia non pagata dal Consorzio Aree Industriali rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang per il Comune
Rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang la questione della TIA che il Comune di Narni non ha fatto pagare per cinque anni di seguito al Consorzio delle Aree Industriali, nelle vesti di proprietario dei capannoni una volta appartenuti alla ex Bosco, lungo la Marattana. Secondo il Comune, negli anni che vanno dal 2005 ad oggi, nessun pagamento è stato preteso dal Consorzio in quanto “dentro a quei fabbricati non viene svolto alcun tipo di attività e quando non vengono prodotti rifiuti nessuna tassa è dovuta”. Una spiegazione che aveva mandato su tutte le furie Sergio Bruschini (Pdl), che aveva denunciato la questione e fatto notare che “l’atteggiamento estremamente disinvolto degli amministratori narnesi ha determinato un mancato introito di circa 700mila euro nelle casse comunali”. L’esponente dell’opposizione non ha affatto digerito le giustificazioni date dalla dirigente dell’Ufficio Tributi, così ha continuato ad “indagare” ed ha scoperto che ora il Comune, “per sistemare la pratica”, avrebbe chiesto al Consorzio di fare una autocertificazione nella quale viene dichiarata la totale assenza di attività lavorative all’interno dei capannoni “incriminati”. Un escamotage attraverso il quale sistemare la questione, che potrebbe rivelarsi tuttavia molto pericoloso. “Dunque – obietta Bruschini – se è sufficiente un semplice pezzo di carta dove chiunque può scrivere che dentro a un immobile di sua proprietà non vengono prodotti rifiuti, qualunque cittadino avrebbe il diritto di produrre questa autocertificazione, per non pagare la TIA nelle seconde case, quelle che non sono abitate da nessuno ma per le quali il Comune ha preteso fino ad oggi il pagamento della tariffa sui rifiuti”. Ma non è tutto. Il capogruppo del Pdl, infatti, fa notare che “ci sono tantissimi capannoni disseminati sul territorio comunale dove non viene esercitato alcun tipo di attività ma i cui proprietari hanno pagato fino ad oggi la TIA. Secondo il criterio del Comunque questi signori oggi hanno lo stesso diritto del Consorzio delle Aree Industriali di fare una autocertificazione, in modo tale da essere esonerati dal pagamento della tariffa. Non solo, gli stessi proprietari hanno tutto il diritto per chiedere il rimborso della TIA pagata negli anni scorsi. A conti fatti – spiega Bruschini -, tra il denaro che il Comune dovrebbe risarcire agli aventi diritto e quello che d’ora innanzi, per effetto del ‘metro’ usato nei confronti del Consorzio, non incasserebbe più, stiamo parlando di diverse centinaia di migliaia di euro. Qualcuno si rende conto di questo?”. L’impressione che si ha è che la grana “TIA” rischia di trasformarsi in una bomba. E in una situazione di congiuntura come quella attuale gli effetti potrebbero essere molto devastanti.


27/12/2010 ore 1:42
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