Martedì 17/10/2017
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Narni: il Comune riscopre l'idea di valorizzare Ponte Cardona grazie all'impegno di un giovane narnese
Si torna a parlare del “Centro geografico d’Italia”. Che, in base a studi e ricerche effettuati una ventina di anni fa dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, sarebbe stato individuato nella zona di Ponte Cardona, a circa un paio di chilometri dal centro di Narni. Il Comune e la Pro-Loco all’epoca investirono su questa “scoperta”, al punto da risistemare una vasta area intorno all’antico ponte, risalente al 1 secolo dopo Cristo. Istituzioni ed enti locali cavalcarono il progetto, promuovendolo in tutte le manifestazioni. "Narni, centro d’Italia", divenne così una sorta di icona, utilizzata anche da molte aziende locali su buste e carta intestata;. I giornali parlarono a lungo di ponte Cardona e la zona divenne tappa fissa per centinaia di turisti che volevano vedere quale fosse il centro esatto della nostra penisola. Poi d’improvviso un calo di interesse da parte del Comune e della Pro-Loco e la zona di Ponte Cardona, cominciò ad essere trascurata ed i sentieri ricoperti dalle erbacce. Ora l’idea di “rispolverare” il progetto, venuta – come spiegano dal Comune -, a Valentino Filippi , un ragazzo narnese che avrebbe accolto lo studio di Giuseppe Angeletti, un perugino appassionato di storia e geografia. Lo studio avrebbe ribadito, avvalendosi di quanto più volte detto in passato dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, l’esatta ubicazione del Centro Geografico d’Italia, in un punto preciso del Comune di Narni, a due passi dal suddetto ponte romano. Il Comune di Narni ha deciso di rilanciare l’immagine di Narni Centro Geografico d’Italia, collocando la segnaletica mancante, perché il luogo possa diventare meta di passeggiate naturalistiche ed archeologiche, utili alla valorizzazione del già famoso acquedotto romano della “Formina”. A tal proposito l’assessore Gianni Giombolini con il suo staff, in collaborazione con le realtà locali, sta esplorando la possibilità di un progetto comunitario che coinvolga le città europee con ponti e acquedotti romani, come la città francese di Nimes in Provenza, nota per il suo ponte sul fiume Gard e relativo acquedotto romano, quello ritratto nella banconota da 5 euro per intendersi. Non dimentichiamo che Narni conserva sul suo territorio ben 5 ponti di età imperiale, fra i quali il ben noto ponte detto di Augusto, ritratto dai più famosi vedutisti del XVIII e XIX secolo durante i loro tour in Italia e l’acquedotto romano della Formina. A tal proposito, in collaborazione con il Comune di Terni e la Fondazione cassa di Risparmio di Terni e Narni è in fase di realizzazione un progetto per riscoprire i luoghi dai quali furono dipinti panorami famosi come quello che dipinse Corot davanti ai suggestivi ruderi del ponte di Narni e che è oggi esposto al Louvre.
28/2/2015 ore 5:53
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