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Narni: il comune censisce i beni immobili "culturali" di sua proprietà e si adegua al decreto ministeriale che ne impedisce l'alienazione
Stop alle alienazioni selvagge di beni immobili di proprietà degli enti da parte di molte amministrazioni. Il consiglio comunale ha approvato ieri sera la delibera con la quale anche Narni si adegua al decreto ministeriale del 6 febbraio 2004, nel quale si parla di “verifica dell’interesse culturale dei beni immobili di proprietà dell’ente”. Gli enti, dall’entrata in vigore del decreto, sono dunque tenuti a identificare i beni immobili presenti all’interno dei loro territori e d a denunciarne la loro consistenza, per fare in modo che nessuna amministrazione locale possa decidere, come accaduto in passato, di alienare, talvolta svendendo, dei beni di grande valore storico e culturale. Si tratta di una sorta di censimento all’interno del quale dovranno essere riportati tutti gli immobili che abbiano un interesse culturale. Narni, in questo senso, possiede numerosi pezzi pregiati, a cominciare dalla ex chiesa di San Domenico, Palazzo Eroli, il castello di San Girolamo, la Rocca, il Palazzo dei Priori ed altri ancora disseminati sul territorio. Nessuno sino ad oggi, nel caso specifico, ha mai avuto l’ardire di porre in vendita qualcuno di questi tesori; l’unica eccezione riguarda il castello di San Girolamo per il quale proprio nei giorni scorsi la Regione ha dato il via libera per procedere alla sua alienazione, proprio in funzione del nuovo decreto ministeriale. Per gli altri monumenti vale la pena di ricordare che è proprio su di essi che la giunta Bigaroni sta tentando di costruire una forte azione di rilancio. Per il San Domenico è previsto un piano di riconversione importante, esso diventerà un auditorium polivalente dove verranno organizzate mostre, concerti e congressi. A Palazzo Eroli, che per metà appartiene alla Provincia di Terni, stanno per approdare tutti i tesori artistici del comune, mentre per la Rocca il futuro è più incerto.
28/2/2005 ore 16:22
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