Martedì 14/07/2020
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Narni: duro attacco di Favilli nei confronti di Bigaroni. L'ex socialista parla della centrale e spiega perchè, secondo lui, si dovrebbe costruire
Da del “maleducato” al sindaco Bigaroni e spiattella le sue ragioni per ribadire che la megacentrale è importante e addirittura necessaria. Adiberto Favilli (Lista Insieme per cambiare), non ha digerito gli attacchi che sono stati portati ai consiglieri della minoranza in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale. L’ex socialista schiuma rabbia da tutte le parti e rifiuta con forza le etichette di “crumiro” che qualcuno ha inteso appioppargli dopo che egli, insieme ai suoi colleghi della opposizione, avevano abbandonato per protesta l’aula facendo mancare il numero legale ed innescando la sospensione del consiglio. “Si sta strumentalizzando quella nostra decisione-attacca Favilli-che aveva un suo preciso significato in quanto si riferiva a quanto accaduto fino a quel momento in consiglio e non certo al fatto che io, ed i mie colleghi, avessimo dei timori nel dover affrontare il tema della centrale. Se le normali regole dell’educazione da parte del primo cittadino ci avessero permesso di rimanere in consiglio, fermo restando che era stato proprio grazie alla nostra pazienza e disponibilità che si era potuto aprire aspettando che i signori della maggioranza arrivassero con mezzora di ritardo e si raggiungesse il numero legale, avrei di sicuro partecipato con importanti argomentazioni alla discussione sulla centrale” E qui Favilli ripete quelle che secondo il suo punto di vista sarebbero i motivi in base ai quali Narni dovrebbe dare il via libera alla realizzazione di una centrale da 800 megawata. “I cittadini sono stati imbeccati a dovere e dunque fanno il parallelo centrale uguale tumore. Ma è l’ignoranza ad alimentare certi convincimenti e sono motivazioni politiche che contribuiscono alla diffusione di certi luoghi comuni. In modo particolare a temere per le conseguenze sulla salute sono i cittadini narnesi che abitano nei territori limitrofi al luogo dove si vorrebbe costruire la centrale. Ad essi, però, non è mai stata detta la verità sui vantaggi che essa potrebbe. Si è badato bene a fare solo del terrorismo psicologico nel tentativo di incutere l’idea che un ‘mostro’ di quelle dimensioni non potrebbe fare altro che portare malattie gravi per l’uomo. Questo non è giusto: è arrivato il momento di dire la verità anche sugli aspetti positivi, lasciando al cittadino la possibilità di scelta su come intendere lo sviluppo del territorio. Alla prima argomentazione inerente la salute, portata avanti dai fautori del ‘no’, con lo spauracchio del cancro sbandierato ad ogni piè sospinto per impressionare in maniera negativa chi ascolta, basterebbe rispondere soltanto con le affermazioni fatte dal professor Veronesi, il quale sostiene come il 30% dei tumori nell’uomo sia imputabile alla dieta e alla alimentazione contro un impatto tra l’1 e il 4% che avrebbe invece l’inquinamento atmosferico. Per tranquillizzarci su questo rischio, si potrebbe aggiungere che la realizzazione di una centrale potrebbe portare alla bonifica di tutti gli impianti a gasolio o a olio combustibile che insieme ai tubi di scappamento delle macchine rappresentano la vera causa dell’inquinamento ambientale e quindi dell’incremento dei tumori. Certo-aggiunge Favilli-se fosse possibile, tutti vorrebbero evitare una centrale sotto casa, ma una domanda sorge spontanea: come il sindaco e la sua giunta pensano di evitare il grave depauperamento economico di fronte al quale ci troviamo e che andrebbe ad aggravarsi in maniera irreversibile se continuassimo a dare all’AST un alibi per abbandonare la nostra provincia, con la perdita di quasi diecimila posti di lavoro tra diretto e indotto? Dobbiamo decidere se questo territorio, da sempre industrializzato, deve o no confermare la sua vocazione e se la risposta è ‘si’ non possiamo pagare prezzi dell’energia superiori a quelli dei nostri concorrenti, altrimenti condanneremmo tutte le nostre industrie al fallimento. Non mi si venga a parlare, come fa Bigaroni, di un diverso tipo di sviluppo alternativo puntato sulle attività terziarie e sul turismo perchè in tre anni di questa amministrazione non vi è stata nessuna iniziativa in questo senso che sia andata in porto, piuttosto abbiamo assistito ad una serie di fallimenti, vedi per tutti quello del progetto legato alla rocca Albornoz. Vorrei infine far presente a Bigaroni e alla sua giunta che proprio qualche giorno or sono l’Istat ha diffuso l’andamento del valore aggiunto nei comprensori dell’Umbria e Narni non è stata nominata, se è così che ci ha ridotto questa amministrazione dopo solo tre anni di governo della nostra città, il futuro prossimo ci aspetteranno, se non cambieranno le cose, stagnazione disoccupazione e spopolamento”.
29/3/2005 ore 4:15
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