Sabato 20/07/2019
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 14:46
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Narni: domenica 7 dicembre al Teatro Manini va in scena "Il cappotto di Gogol"
Il cappotto di Gogol', uno dei racconti pių famosi di tutta la letteratura mondiale, rivive sul palcoscenico del Teatro Manini di Narni domenica 7 dicembre, alle 21, grazie alla versione teatrale di Vittorio Franceschi che lo vede anche protagonista. Ambientato nella Russia zarista, "Il cappotto" racconta, tra realismo e ironia, la vicenda umana del piccolo funzionario Akākij Akākievic Bašmāckin che vive serenamente della propria anonima attivitā di copista, sino al momento in cui, costretto dalle convenzioni sociali e dall’arbitrio degli arroganti pių che dal freddo dell'inverno, deve comprarsi un nuovo cappotto, per sostituire il vecchio, troppo liso per essere presentabile. L’arrivo del nuovo indumento, acquistato dal sarto Petrōvic risparmiando fino all’ultimo centesimo, č per lui un evento importante, che sembra fargli guadagnare il rispetto dei colleghi e dei superiori, finché non gli viene rubato. Inizia cosė la sua agonia, in una vana ricerca di giustizia. Rispettando in larga parte la trama, Franceschi narra la storia di un innocente, o per meglio dire di un uomo semplice colpito da uno speciale accanimento del destino. ŦČ la storia, credo – scrive l’autore e protagonista – della maggioranza degli esseri umani, dei "copisti della vita" i quali mandano avanti il mondo pur subendone le violenze e gli insulti, e ripetendone all'infinito le parole e gli usi, i sentimenti e i desideri, i sogni e i naufragi. Quindi si parla di noi, anche se Gogol' questo racconto l'ha scritto nel lontano 1842. Credo che un grave errore sarebbe stato quello di trasferire la storia di Akākij nei giorni nostri, come spesso si usa fare con i classici. Non ce n'č bisogno. Siamo tutti vecchi Pietroburghesi. Di quella cittā conosciamo a fondo gli angoli delle strade, i volti dei passanti, le voci, i rumori e gli odori, perché sono gli stessi di Milano e di Torino, di Bologna e di Genova, di Roma e di Napoli e di tutte le cittā italiane di oggi e di sempre. La marmaglia rapace dei presuntuosi, dei vili, delle mezze calzette, dei barattieri e dei prepotenti cammina e traffica al nostro fianco, come camminava e trafficava al fianco di Akākij Akākievič ai tempi dello Zar Nicola Iŧ.
3/12/2014 ore 2:22
Torna su