Lunedì 18/11/2019
Home     Cronaca    Attualità    Politica    Economia    Comprensorio    Corsa all'anello
Ore 16:10
Ambiente    Sport    Cultura    Turismo    Musica    Costume    Sondaggi    Video     Eventi
Narni: cala l'interesse per la Pinacoteca comunale, da novembre a gennaio meno di dieci visitatori hanno varcato il portone di ingresso
Visitatori con il contagocce. Meno di una decina i biglietti d’ingresso strappati da novembre a gennaio. La Pinacoteca comunale di Narni non ”tira” più, e la colpa di questo crollo non è solo dei turisti che d’inverno frequentano meno massicciamente la città. Di cose belle, preziose ed interessanti nei saloni dell’ex Vescovado ce ne sarebbero da vedere, ma a scoraggiare la gente è lo stato di precarietà che salta all’occhio non appena si entra. Molte delle opere presenti sono accatastate da una parte, mentre altre sono appoggiate alla bell’e meglio su qualche parete. Niente a che vedere con quella che era l’organizzazione della Pinacoteca narnese quando questa venne inaugurata. “Dispiace doverlo ammettere-spiega Marco Bartolini del Centro Studi Storici di Narni-ma vedere un luogo del genere così trascurato fa davvero male. Non per fare dei paragoni ma quando la pinacoteca era curata da Lucilla Vignoli e Alessandro Novelli, i due giovani che per competenze professionali e passione innata per l’arte erano stati i promotori di questa iniziativa, le cose funzionavano in modo egregio. Oggi è cambiato tutto: intanto la pinacoteca rimane aperta solo nei fine settimana, mentre prima era aperta tutti i giorni della settimana, poi c’è il discorso degli allestimenti delle sale che proprio non va. Ci sono quadri accatastati in terra, come le 7 tele fatte restaurare dalla Fondazione Carit e rimaste impacchettate da mesi ed appoggiate da una parte. In molte opere mancano addirittura le didascalie, cosa questa che costringe i visitatori a chiedere notizie al personale che trovano sul posto. Qualche giorno fa mi è addirittura capitato di trovare delle sedie accatastate in un angolo della stanza che fungeva da biglietteria; insomma l’impressione che si ricava entrando nella pinacoteca è quella di qualcuno che sta traslocando, mentre non mi pare siano ancora maturi i tempi di un trasferimento di tutte le opere a Palazzo Eroli”. Bartolini, da buon intenditore ed appassionato di storia locale affronta con disagio questa realtà: “Che volete-spiega-sapere che li dentro ci sono opere come la pala di Benozzo Gozzoli ed altre di grande valore, che nessuno si prende la briga di valorizzare non fa piacere”. Un altro aspetto che viene rimproverato al Comune è quello riguardante l’assoluta mancanza di preparazione in campo artistico che hanno le persone scelte per sorvegliare la pinacoteca. Si tratta di uscieri che l’amministrazione impiega per coprire servizi di vario tipo, al teatro, come alla rocca o durante i lavori del consiglio. “Per spiegare l’arte-osserva Bartolini-ci vorrebbe una preparazione di ben altro spessore”. Sono molte e tutte i portanti le opere custodite all’interno della pinacoteca di Narni. Su tutte spicca la tavola di Benozzo Gozzoli che rappresenta l’Annunciazione dell’Angelo alla Vergine Maria. Si tratta di un’opera che è stata restaurata tempo addietro ma che a seguito dello spostamento avvenuto per una mostra si è di nuovo deteriorata. La tavola del Gozzoli è dunque sotto osservazione, da parte di una equipe specializzata di Firenze, che ha ordinato di rinchiudere il prezioso reperto in una stanza buia dell’ex Vescovado e di cercare di mantenere una temperatura quanto più stabile affinché la pellicola pittorica non subisca danni ulteriori. Ci sono poi degli affreschi e delle tavole di autori minori, come una tavola grande di Livio Agresti (del ‘500), una tavoletta del Beato Bernardino da Feltre (fine ‘800) recuperata presso la chiesa di San Girolamo, ed ancora una scultura lignea del ‘300 raffigurante la Madonna con il Bambin Gesù. Altre opere riguardano tavolette, stendardi ed affreschi, importante quello raffigurante l’Ultima Cena del ‘500 ed appartenente al pittore Gian Francesco Perini di Amelia. Ci sono poi opere del Boccanera (‘700) come le tele raffiguranti la Via Crucis e le 4 lunette con le storie di San Benedetto, ritrovate presso la chiesa di San Bernardo.
17/2/2005 ore 10:55
Torna su