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Narni: al via i lavori per la realizzazione della pista ciclo-pedonale che attraverserà le Gole del Nera
Prima ci passavano i treni. Una volta terminati i lavori sarà invece il "Paradiso" dei ciclisti e dei podisti, oltre che degli amanti della natura. Stiamo parlando della zona lungo la vecchia ferrovia che da Narni arriva sino ad Orte, ora dismessa e liberata anche dai binari. E' qui che si svilupperà la prima ed importante oasi ecologica del territorio, in un insieme di natura e costruzioni. "E’ già molto bello di suo – spiega Marco Mercuri, l’assessore che ha spinto per la realizzazione –, in quanto quello è un tratto di fiume eccezionale, dove il colore smeraldo si fonde con il verde della piccola montagna. Lì girava la ferrovia per Orte e lì vi saranno costruite tutte le installazioni, tutti i supporti perché diventi produttivo oltre che apprezzato". E produttivo il sito lo è già diventato in quanto, dopo bandi pubblici, l’assegnazione è avvenuta a ditte della provincia, che daranno vita, per la realizzazione ad un’occupazione che coinvolgerà almeno trenta lavoratori per un anno e mezzo, con importi arrivano ad un milione e mezzo di euro. Considerando che si parla di imprese edilizie, il risvolto è per niente disprezzabile. Alla fine saranno quasi sei i chilometri attrezzati per arrivare alla stazione di Nera Montoro partendo dal romano Ponte d’Augusto, dove sono disponibili i parcheggi per i visitatori. Una volta apertasi la Valnerina, dopo l’area industriale di Nera Montoro, si arriverà, in un battibaleno, tre chilometri dopo, anche dentro l’oasi di San Liberato, che oggi è la prima tappa della migrazione per moltissime specie di uccelli. C’era, a dire la verità un’ipotesi di oasi naturalistica che risaliva ad una ventina di anni fa, ma il comune non ritenne opportuno spingere verso questa direzione. Il fiume è pieno di opere dell’uomo, soprattutto dighe. Ma anche di un porto romano, quello scoperto da Alvaro Caponi, un cantiere dove venivano costruite le triremi romane usate per la seconda Guerra Punica contro Cartagine. Ora tutto cambierà: con partenza dal Ponte di Augusto, ricalcando quella che viene anche chiamata «green way», si arriverà sino a Stifone, dove il nuovissimo ponte, tutto acciaio lucente, della E.on è pronto a far provare il brivido di un attraversamento quasi a pelo d’acqua nella zona più profonda dell’intero tratto, quella che diventa verde smeraldo per i microorganismi che arrivano dalle viscere del monte san Pancrazio dai tanti rivoli. Di più. Il ponte della E.On porta direttamente dentro Stifone, passando per la prima centrale elettrica dell’Umbria ed inoltrandosi in un centro abitato che conserva molti elementi di fascino e che diventa esso stesso elemento dell’oasi. Molto intelligente l’idea di evitare il passaggio dentro le due vecchie gallerie ferroviarie, che altrimenti avrebbero avuto bisogno di grandi spese per la loro manutenzione ed anche considerando che a lato esistono strade molto coinvolgenti. Stifone potrebbe diventare, baricentrica com’è, il punto dove poter allestire gli uffici dell’oasi, quelli che daranno le informazioni ai turisti.
7/4/2014 ore 2:45
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