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Narni, a Delio Angeletti stanno installando un ripetitore alto 33 metri davanti a casa: "danneggerà la nostra salute"
E’ stato per tanti anni il funzionario responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Narni, occupandosi di questo settore anche all'interno dell'Ambito n.11, quello che raggruppa tutti i comuni del comprensorio narnese-amerino. Ed è sempre stato un personaggio noto per il suo forte impegno sul fronte del volontariato. Delio Angeletti è andato in pensione qualche mese fa, lasciando non senza un po’ di nostalgia il suo ufficio di piazza Galeotto Marzio. Era convinto che per lui cominciasse una fase nuova della propria vita, serena e priva di preoccupazioni., Ma si sbagliava, perché proprio in questi giorni Angeletti si trova ad affrontare un problema che sembra insormontabile. “Mi stanno montando un ripetitore telefonico davanti a casa – afferma sconsolato -, un traliccio, alto ben 33 metri, che spaventa me ed i miei famigliari". Angeletti, che abita in via del Tiro a Segno (Berardozzo), ha scritto al sindaco Bigaroni per chiedergli di intervenire affinché il ripetitore non venga installato. “La presenza di questo mega impianto – afferma Angeletti nella sua missiva - comporterà un grande aumento del livello di rischio da inquinamento per la nostra salute, dal momento che numerosi studi scientifici hanno appurato la nocività dell’esposizione a determinati valori dei campi elettromagnetici sia in bassa che in alta frequenza, e che leucemie infantili, tumori del sistema nervoso, tumori mammari sono le patologie indicate da organismi internazionali come possibili conseguenze dovute a questa forma d’inquinamento”. Poi chiede di poter prendere visione di tutti gli atti autorizzativi rilasciati dal Comune e gli studi ed i piani presentati dal richiedente per poter installare l’antenna. Angeletti ricorda al sindaco che “il medesimo sito, nel lontano 1981, fu oggetto di interramento di notevoli quantità di materiali contenenti amianto, costituiti da isolanti a base di linoleum e da inerti in eternit. Tali materiali finchè rimangono coperti possono risultare innocui, se liberati, ad esempio tramite operazioni di scavo, diventano un killer micidiale. Inoltre la medesima zona è stata ‘irrorata’ per decenni dal piombo dei pallini sparati dai fucili di quanti hanno praticato il tiro a piattello nell’impianto adiacente; per cui il suolo ed il sottosuolo ad analisi accurata risulteranno quasi sicuramente ad alto livello di inquinamento, che imporrebbe una bonifica del sito, probabilmente pregiudicata dall’installazione della stazione radio che comporta opere di scavo ed infissione nel terreno che le conferiscono carattere di opera permanente”. Angeletti chiede aiuto anche all’Arpa: “spero che sia questo importante organo a chiarire la situazione riguardante i rischi per la salute ed i livelli di esposizione ad onde elettromagnetiche che deriveranno dalla stazione radio progettata, perché anche se si rientrasse nei limiti di legge, rimane il fatto che il comportamento e l’interesse del Comune, che non è obbligato a mettere a disposizione il terreno, non è stato quello di salvaguardare i diritti dei propri cittadini e di mettere la prevenzione e la protezione prima di tutto, ma soltanto quello di incassare i fondi dell’affitto, preoccupato che la società telefonica si potesse rivolgere ad altri proprietari del circondario che si trovavano nello stesso vantaggio di posizione”.


16/12/2010 ore 0:15
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