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Le Acciaierie di Terni non chiudono. I tedeschi reintegrano gli operai in cassa integrazione e promettono addirittura nuovi investimenti
Le Acciaierie sono salve. Quella di ieri è una data importante per il futuro dell'Ast di Terni e rimarrà impressa nella memoria di tutti per lungo tempo. La Thyssen Krupp ha detto che intende mantenere la produzione del lamierino magnetico alle acciaierie di Terni. A dare per primi la notizia sono stati, nel tardo pomeriggio di ieri, l'amministratore delegato dell’Ast, Giovanni Bertoni, ed alcuni rappresentanti sindacali presenti all'incontro che c’è stato al Ministero delle Attività produttive. E' dunque stata raggiunta una prima intesa per il mantenimento della produzione del lamierino magnetico. Fatto questo che scongiura la paventata chiusura ed il conseguente licenziamento di circa 500 lavoratori che sarebbero diventati il doppio con quelli impegnati nell’indotto. Sindacati e azienda, con la mediazione del governo, hanno raggiunto un accordo che prevede la continuazione della produzione dell'acciaio magnetico a grano orientato nel sito ternano. Previsto, inoltre, l'immediato rientro al lavoro dei 50 dipendenti dell'Electrical Steel attualmente in cassa integrazione. La Thyssen Krupp dunque ha detto che intende mantenere la produzione del lamierino e l'impianto del magnetico oggi appartenente alla societa' Electrical Steel-TK tornera' alla societa' Ast, sempre della Thyssen Krupp. Alla luce di questo positivo sviluppo ha manifestato ottimismo il ministro delle attività produttive Antonio Marzano. “L'intesa raggiunta questa sera-ha detto il rappresentante del governo al termine dell'incontro con i rappresentanti della Thyssen Krupp e della Ast Spa-rappresenta una "svolta". Terni non chiude, la produzione del magnetico continua - ha aggiunto Marzano - 50 lavoratori in cassa integrazione torneranno a lavorare nei prossimi giorni, 80 contratti a tempo determinato saranno trasformati in contratti di formazione lavoro, che rappresenta la formula preliminare al tempo determinato. L'azienda si è poi impegnata a conservare gli attuali livelli occupazionale e a fare nuovi investimenti". Il ministro ha reso noto, quindi, che l'azienda presenterà il piano industriale nei prossimi 90 giorni. Più cauto il parere del sindacalista Sandro Piermatti, della segreteria regionale umbra, il quale si è detto "cautamente ottimista." Ed ha poi aggiunto: "Siamo comunque di fronte a un punto di svolta della trattativa.”
19/2/2004 ore 2:24
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