Sabato 11/07/2020
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Lavoro: tutti i risultati della ricerca condotta dal centro dell'impiego che ha analizzato la situazione delle aziende narnesi
Uno spirito votato più al "conservatorismo" piuttosto che a forme progettuali innovative. Almeno per quello che riguarda certi aspetti fondamentali della vita aziendale, come quello relativo alla ricerca del personale che ancora oggi dalla maggior parte delle aziende locali, viene fatta con il passa parola e non già avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dagli enti locali. Il dato, uno dei tanti, emerge dalla indagine conoscitiva, presentata ieri pomeriggio nel corso di una conferenza che si è svolta a palazzo Eroli, sui fabbisogni formativi e professionali delle aziende narnesi, condotta dallo sportello di Narni del Centro per l'Impiego della Provincia di Terni, in collaborazione con l'Ufficio Studi e Monitoraggio del Mercato del Lavoro del Centro per l'Impiego di Terni. Una ricerca fatta su un campione di 46 aziende a fronte delle circa 1.600 presenti sul territorio, e che ha quindi fornito dei dati puramente indicativi, sia pure importanti. L'enorme squilibrio tra il numero delle aziende "intervistate" e quello totale delle imprese che sono in attività, è dato da una selezione operata a monte dagli operatori i quali hanno eseguito la ricerca partendo dal presupposto che il rilevamento andava effettuato tenendo in considerazione aziende che avessero come minimo 5 dipendenti. Attraverso l'analisi di 70 imprese locali, la ricerca ha studiato il tessuto produttivo narnese nel periodo 2001-2006 tracciando un bilancio della situazione economica territoriale sostanzialmente in linea con il trend provinciale e con le dinamiche imprenditoriali ed occupazionali. Il macro-settore principale dell'economia locale è quello del terziario-commercio, turismo, trasporti, istruzione, servizi alle imprese e alle persone, mentre il settore alberghiero e della ristorazione evidenzia negli ultimi anni un sensibile aumento del numero delle aziende attive. Una leggera controtendenza si osserva invece nei trasporti dove si segnalano valori sostanzialmente stabili senza sensibili picchi di crescita. Nel 2006 il numero delle imprese manifatturiere ammonta a 172, due in più rispetto al 2002, un dato, quest'ultimo, in controtendenza rispetto a quello provinciale dove questa tipologia di aziende è scesa dalle 2.074 del 2001 alle 2.055 del 2006. Dall’indagine è emerso inoltre che soltanto il 10,9% delle attività produttive si affaccia sul mercato estero, il 39% fa riferimento al mercato narnese, provinciale o regionale e il 50% opera all’interno di quello nazionale."Siamo soddisfatti del lavoro svolto – spiega Laura Proietti, consulente alla persona presso il Centro per l'Impiego di Terni – intanto perché abbiamo potuto promuovere in qualche modo l'attività dello sportello narnese del nostro centro e poi perché questa operazione ci ha permesso di fotografare la situazione del mercato del lavoro locale e di capire quali sono i trend in questo particolare momento". La ricerca ha permesso di stabilire che una buona parte delle aziende narnesi è in discrete condizioni di salute e che il numero degli occupati si mantiene stabile, nonostante le crisi di alcuni settori abbiano determinato negli ultimi anni situazioni di forte precarietà. "La disoccupazione, anche nel narnese – ha detto Donatella Massarelli, assessore alle Politiche Formative e del Lavoro della Provincia di Terni – continua ad essere al femminile e questo rappresenta un problema per moltissime donne, molte delle quali sono costrette a spostarsi per trovare un lavoro. Ma in generale capita anche che la domanda, rispetto alla ricerca di personale, non si incontri con l'offerta, perché molti imprenditori ancora non si fidano del ruolo che hanno i centri per l'impiego e per assumere nuovo personale si affidano al passa parola, rendendo quindi vano tutto il lavoro di selezione che viene fatto all'interno dei centri stessi".
(Foto generica presa dall'archivio)
9/12/2007 ore 16:35
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