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La Provincia ha aperto uno studio sull'uso che viene fatto da aziende e privati delle acque dei fiumi e dei laghi del territorio
La Provincia di Terni ha concluso un’analisi delle grandi derivazioni idriche pubbliche dell’intero territorio provinciale soggette a concessione secondo i dettami del Testo Unico 1775/33. Dall’analisi dei grandi attingimenti è emerso che i bacini interessati sono quelli dei fiumi Tevere, Nera e Velino, del lago di Corbara e del canale di Recentino. Il complesso delle acque viene utilizzato prevalentemente nei settori idroelettrico, industriale, irriguo, potabile e ittiogenico. Il comune con il maggior numero di grandi derivazioni risulta essere Terni (8), seguito da Narni (5), Ferentillo, Arrone e Baschi con una ciascuno, mentre per quanto concerne le fonti di approvvigionamento 13 riguardano le acque superficiali e 4 quelle sotterranee. L’uso prevalente è quello idroelettrico (9 derivazioni) seguito da quello industriale (con 4), da quello irriguo (con 2) e da quello potabile e ittiogenico (con 1 ciascuno). Le opere di presa delle grandi derivazioni sul territorio provinciale sono costituite in prevalenza da sbarramenti, soprattutto dighe e traverse, lungo i corsi d’acqua superficiali. Gli stessi risultano essere 11 rispetto alle 17 opere di presa complessive. “Il lavoro svolto – dichiara l’Assessore provinciale all’Ambiente, Fabio Paparelli – permette all’Ente di avere a disposizione una fotografia esatta delle fonti idriche, dei volumi dei prelievi e degli utilizzatori a vantaggio della collettività, dell’ambiente e dei fruitori”. L’analisi, eseguita dall’Assessorato all’Ambiente-Ufficio Gestione Acque Pubbliche e coordinata dall’ing.Roberto Celin, consente inoltre alla Provincia di avere una visione globale dei principali utilizzatori delle risorse idriche del territorio, anche nell’ottica di favorire una politica di controllo più accurata degli approvvigionamenti e del miglioramento della qualità dei servizi offerti al cittadino e agli operatori economici.
22/9/2005 ore 16:45
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