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La Provincia di Terni nel 2006 investirà 6 milioni e mezzo di euro nella formazione professionale e per i centri per l'impiego
Ammontano a 6.600.000 euro gli investimenti per l’anno in corso relativi al Piano di programmazione della formazione professionale e dei Centri per l’Impiego 2000/2006 e finanziati con i fondi comunitari dell’Obiettivo 3 che il Consiglio provinciale ha approvato nei giorni scorsi. Nell’atto d’indirizzo presentato al Consiglio provinciale dal Servizio Politiche Formative e del Lavoro della Provincia di Terni ed illustrato dal Presidente, Andrea Cavicchioli, tra gli interventi principali figurano quelli finalizzati all’inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti e per i quali è previsto un investimento di 2.860.000 euro, e quelli riservati alla formazione continua, alla flessibilità del mercato del lavoro e alla competitività delle imprese pubbliche e private con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (oltre 830.000 euro). Sul versante dell’occupazione femminile l’atto d’indirizzo prevede investimenti pari a 714.000 euro, mentre oltre 300.000 euro sono destinati all’inserimento lavorativo e al reinserimento di gruppi svantaggiati e circa 1.000.000 di euro sono infine dedicati alla formazione superiore e a quella permanente. Nel presentare il documento programmatico, il Presidente della Provincia ha sottolineato il valore dei Centri per l’Impiego e delle politiche della formazione, rimarcando gli elementi innovativi costituti dallo stretto legame tra mondo delle imprese, utenti, Centri per l’Impiego e formazione professionale e confermando l’attivazione dei concorsi pubblici per la strutturazione definitiva dei Centri per l’Impiego. Per quanto riguarda il rapporto con le imprese e con l’utenza Cavicchioli ha annunciato l’istituzione della figura del Consulente Unico “in grado – ha affermato - di gestire interamente il rapporto con l’ente pubblico, favorendo la certezza e la trasparenza dell’attività amministrativa nei confronti dei soggetti privati”. E’ stato inoltre reso noto che attualmente le risorse vengono impiegate per il 50% per misure individuali e per l’altro 50% per la formazione classica e che, da statistiche eseguite dalla società preposta, è risultato che le misure e le azioni poste in essere dal sistema formativo comportano una trasformazione in rapporti di lavoro del 45% dei soggetti coinvolti. Il Presidente ha evidenziato i giudizi positivi formulati dagli organismi di controllo sull’attività svolta dalla Provincia, sugli obiettivi perseguiti e sulla necessità di continuare con l’impostazione adottata, operando con celerità e qualità per evitare il disimpegno automatico previsto dalla normativa applicabile. Infine è stata rilevata la necessità di una nuova organizzazione dei servizi dal 2007 in corrispondenza della rimodulazione dei fondi comunitari che ridurranno del 40% le risorse disponibili a fronte della necessità di mantenere e garantire i servizi attivati, compresa la difesa delle fasce deboli e dei lavoratori espulsi dai cicli produttivi.

9/3/2006 ore 15:19
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