Giovedì 17/10/2019
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Il Terziere Santa Maria nella bufera, a un mese dalla festa molti settori ancora in difficoltà
Il “ciclone” che ha investito negli ultimi tempi il Terziere Santa Maria, pare essersi placato. Ha lasciato dietro di se molte "macerie" ma la fase della “ricostruzione” potrebbe essere iniziata. Segnali importanti, in questo senso, ci è parso di coglierli nelle dichiarazioni di alcuni protagonisti che nei mesi scorsi sono stati al centro di accese polemiche. I fatti. Ad ottobre del 2002, in occasione del rinnovo del Consiglio direttivo, si determinò una spaccatura, tra il gruppo facente capo a Francesco Cabiati e quello rappresentato da Danilo Regis. Ci furono le dimissioni in blocco di Regis, Fucina, Raspi e decine di altre persone ad essi "collegate". Una uscita di scena "devastante" per un terziere che fino ad allora aveva fatto della unità e dell'affiatamento tra le persone il proprio punto di forza. Cabiati, in assenza di "avversari" si trovò così a “correre da solo” nelle elezioni che vinse a mani basse. Venne rinnovato radicalmente il consiglio direttivo al cui interno vennero eletti molti volti nuovi: gente armata di buona volontà ma a digiuno in fatto di esperienza.
Da quel giorno le polemiche, anche feroci, ed i pettegolezzi hanno animato la vita del terziere arancio-viola. E si sa che con i contrasti ed i malumori ben difficilmente si riesce ad andare avanti. Così poco per volta i vari “pezzi” del terziere sono cominciati a cadere. Prima la sartoria, che in Regis aveva avuto per anni il suo qualificatissimo punto di riferimento, poi il gruppo folcloristico della “Carola”, che fa capo a Isabella Cola, Il settore del forno e pizzeria ed ancora i musici (chiarine e tamburini): tutti dimissionari, tutto in alto mare e quindi da ricostituire. Operazione non facile quando alla festa mancano pochi mesi.
Ed allora si cercò di mediare, di convincere i “dissidenti” a rientrare. A fare pace, insomma. Ma senza ottenere risultato. La posizione di Regis, Fucina e degli altri è stata fino a pochi giorni fa irremovibile. "Rientreremo e daremo una mano ad organizzare la festa di quest’anno solo se ci verrà garantito che l’attuale direttivo si dimetterà all’indomani dell’11 maggio", pare andassero dicendo i dimissionari. Da questo orecchio Cabiati, però, non ha mai voluto sentirci. ”Intanto non mi pare che con i ricatti si possa andar lontano-ha spiegato il capo Priore-poi credo che il comitato, che è stato eletto nella più totale democrazia, meriti rispetto da parte di tutti”. Porte chiuse in faccia, allora, agli amici di un tempo? Ai compagni di mille battaglie? “Neanche per idea-sottolinea Cabiati-le porte sono apertissime. A me ed agli altri mancano tantissimo quelle persone che sono uscite dal terziere. Non si possono dimenticare tanti anni trascorsi a lavorare insieme. Come non si può dimenticare che il 20 maggio di un anno fa in Via Saffi, a festeggiare in più di cinquecento le nostre vittorie, c'eravamo tutti: noi e loro".
Anche Marco Fucina, ex Priore, lancia messaggi distensivi “Per il bene del terziere, della Corsa all’Anello e di Narni-afferma-sarebbe opportuno ricomporre la questione. Secondo me c’è ancora tempo per farlo. Le strade sono tutte aperte. Qui nessuno vuole distruggere niente.”
Invita a fumare tutti insiene il "calumet" della pace anche Marco Matticari, l'attuale Priore. “Dispiace vedere “fuori” tutte quelle persone che per anni hanno costituito l’anima di Santa Maria-afferma-il mio augurio personale è che questa storia ritrovi prestissimo un percorso fatto di comunione di intenti. Continuare con i contrasti non farebbe altro che peggiorare una situazione già molto compromessa.”
A poche settimane dall’inizio della festa a Santa Maria, infatti, non si ha ancora idea di chi suonerà i tamburi e le chiarine. La sartoria sta riprendendo vita solo in questi giorni con nuove persone al suo interno, il forno è ancora in alto mare. L’unico settore che funziona alla grande è la scuderia. “A me interessano la festa ed il bene di Narni-dice Moreno Pica il responsabile-le chiacchiere e le malignità lasciamole fuori per favore.”
17/3/2003 ore 10:00
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