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Il presidente della Provincia di Terni Cavicchioli propone di stralciare l'oasi di San Liberato dal "Piano faunistico provinciale"
Occorre stralciare l’Oasi di San Liberato dal “Piano faunistico provinciale” ed avviare un’operazione di bonifica del sito. Su questa zona va individuata e concordata la programmazione di interventi complessi. Prima occorre risanare l’area sotto il punto di vista ambientale, poi verificare la possibilità di istituire un Parco Naturale nel Lago di San Liberato, confrontandosi con le popolazioni locali e con il mondo associativo, venatorio, ambientale ed agricolo. Le Istituzioni non possono imporre soluzioni, ma creare le condizioni affinché decisioni così importanti incontrino il consenso delle comunità locali”. In questi termini si sono espressi in Consiglio provinciale il Capogruppo dei DS, Roberto Montagnoli, ed il Consigliere di FI Torquato Petrineschi, i quali hanno segnalato la decisione assunta nel febbraio scorso dal servizio “Programmazione Ittio-faunistica” che ha formalizzato il procedimento per l’istituzione dell’Oasi di protezione denominata San Liberato. Nella risoluzione da loro proposta, infatti, si chiedeva di modificare il “Piano faunistico provinciale” del 1999, di predisporre un percorso partecipativo, di concerto con la Regione dell’Umbria, il Comune di Narni e l’ACEA, tendente all’istituzione del “Parco naturale” che esalti il valore faunistico ed ambientale dell’area, di canalizzare finanziamenti comunitari e nazionali per la bonifica del bacino lacustre.
La creazione dell’Oasi è un atto opportuno e doveroso -ha detto Cavicchioli- tenendo conto della previsione del “Piano faunistico” in vigore per salvaguardare la fauna soggetta a particolare pressione. La Giunta provinciale, comunque, è disponibile ad attivare un confronto con i soggetti preposti. L’area -ha assicurato- è tenuta nella dovuta considerazione, soprattutto in ragione del fatto che è inserita nei “Siti di interesse comunitario. La creazione dell’Oasi non è in contrasto con un processo più articolato di valorizzazione ambientale, indicato dai Consiglieri, anzi ne costituisce il presupposto favorendo le dinamiche proposte. Anche i cacciatori potranno ricevere correttamente vantaggi dalla costituzione dell’Oasi -ha concluso Cavicchioli- in quanto potranno esercitare l’attività venatoria nelle zone limitrofe che diverranno interessanti sotto questo profilo”.


11/7/2006 ore 11:35
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