Mercoledì 15/07/2020
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Il laboratorio analisi dell'ospedale ridotto ad un magazzino per le merci in arrivo. I Nas minacciano di mettere i sigilli ai locali
Una situazione al limite della vergogna. I locali del laboratorio di analisi dell’ospedale di Narni sono diventati un magazzino dove vengono ammassati scatoloni, casse, pacchi e pacchetti contenenti materiale di vario tipo, destinato ai vari reparti ed agli uffici del nosocomio cittadino. Non c’è più una stanza dove non si trovino ammucchiate cataste di scatoloni ancora imballati. Persino nel lungo corridoio, che si apre alla vista di chi entra negli angusti e fatiscenti locali del laboratorio di diagnostica, c’è una lunga fila di “merci” stoccate lì dai corrieri che ogni giorno arrivano e depositano i loro “colli”. Sembra uno di quegli ambulatori ospedalieri che capita di vedere nei servizi di qualche telegiornale dove si parla di “malasanità”. Ma i problemi non si limitano al “deposito merci”, cui da tempo pare essere stato adibito il laboratorio analisi. Ci sono altri gravi problemi di carattere igienico-sanitario che debbono essere risolti al più presto, pena la chiusura del reparto ad opera dei Nas che di recente hanno compiuto una “visita” accurata nei locali. All’interno sono molte le ristrutturazioni che debbono essere fatte: il pavimento in alcuni punti si perde i pezzi, le pareti sono tutte da ritinteggiare, c’è un solo bagno destinato al pubblico e questo è in condizioni molto critiche e con un gradino di una trentina di centimetri che crea difficoltà di accesso alle persone anziane ed ai portatori di handicap. Il problema delle barriere architettoniche, poi, è un'altra pecca di questo luogo perchè a farsi gli esami del sangue ci vanno, ovviamente, anche persone che hanno degli handicap e che hanno diritto a potersi muovere liberamente all'interno delle stanze dove, invece, con tutti quegli scatoloni accatastati, è impossibile rigirarsi anche per un "normodotato". All’esterno la situazione peggiora. Intanto va ricordata la poco felice collocazione del laboratorio che, da sempre, è posto proprio di fronte alla porta che immette nell’obitorio. Poi il cortile: sporco, con erbacce dappertutto, pezzi di cotone idrofilo macchiati di sangue buttati qua e la, guanti per uso medicale usati e lasciati a marcire in un angolo ed infine la “perla”, costituita da tre cassonetti pieni fino all’orlo di rifiuti vari e puzzolenti. L’idea che abbiamo avuto è che il ritiro di questi rifiuti, alcuni dei quali assoggettabili a nostro avviso alla categoria di quelli “speciali”, non è che avvenga con una frequenza tanto rapida. Ma questo è un altro discorso e fa parte di problemi che ben conosciamo.
Dicevamo dei carabinieri del “Nucleo Antisofisticazione” che hanno lanciato di recente un ultimatum ai responsabili della struttura sanitaria: “O vi mettete in regola o vi facciamo chiudere”. Si tratta di vedere quali soluzioni intenderà adottare la direzione amministrativa della Asl numero 4 dalla quale dipende l’Ospedale narnese. Intanto sulla vicenda è intervenuta la sezione locale del “Tribunale per i diritti del malato” che ha più volte fatto sentire la sua voce negli uffici direzionali della Asl. “Quegli spazi, oltre che fatiscenti, sono diventati inadeguati per il tipo di servizio cui sono stati deputati-dicono-quindi è ora che qualcuno provveda a trovare le giuste soluzioni individuando, magari, un’altra ubicazione. Nell’attesa che questo avvenga, si provveda al restauro della sede attuale e soprattutto si liberino immediatamente le stanze dai quintali di scatoloni che vi sono stati depositati”.
30/5/2003 ore 2:15
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