Venerdì 19/07/2019
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I partiti della maggioranza scrivono al sindaco e chiedono un chiarimento dopo la "grana" sulla questione dei dirigenti comunali
(M.P.) Alla fine, probabilmente, faranno la “pace”, ma per l’intanto gli attriti, i malumori ed i mugugni non sembrano destinati a cessare. La Giunta che amministra Narni in questo momento assomiglia in qualche modo ad una squadra di calcio dei nostri tempi, una di quelle dove quando un allenatore non piace più di tanto ai giocatori questi si inventano di tutto pur di rendergli la vita difficile e, talvolta, per indurlo a dimettersi. Nel caso della giunta narnese, una parte degli assessori da qualche tempo sta recitando lo stesso ruolo di quei calciatori scontenti, entrando in contrasto con il sindaco Bigaroni al quale rimproverano modi troppo “arroganti” nel proporre la propria azione di governatore della città. Ed il malcontento è esploso, facendo pure molto rumore, nell’occasione recente che ha riguardato la riforma della pianta organica del comune, un “pallino” del sindaco che, dicono alcuni assessori, ha voluto fare a modo suo, senza consultare l’esecutivo. “La riforma del personale dirigente, così come è stata elaborata dal sindaco non è soddisfacente perché alla fine non razionalizza un bel nulla, anzi lascia le cose come stavano-dice Daniele Latini, capogruppo della Margherita e ago della bilancia, a quanto pare, in tutte le attività della giunta-io dico da sempre che 7 dirigenti per un comune come il nostro sono troppi. Ne basterebbero la metà, cosa questa che a conti fatti farebbe risparmiare alla nostra amministrazione almeno mezzo miliardo all’anno di stipendi. Bigaroni ha voluto testardamente portare avanti le sue idee e noi ci siamo trovati davanti al fatto compiuto. Questo modo di fare, come abbiamo più volte sottolineato, non ci pare essere quello giusto. Il sindaco non può pretendere che i partiti politici siano chiamati a svolgere il ruolo di “ratificatori” di atti e scelte fatte altrove. Bigaroni ha il difetto di dimenticarsi troppo spesso che la giunta non è formata soltanto dai DS.” Il malumore della maggioranza è riportato per intero nel testo di una lettera che gli esponenti di Socialisti, Margherita e Rifondazione Comunista hanno scritto al sindaco. I partiti che compongono l’esecutivo chiedono un chiarimento sulla questione dei dirigenti, ma in generale sul modo di agire del primo cittadino al quale si chiede una maggiore apertura ed uno spirito collaborativo più concreto ed efficace. Gli esponenti poltici dei gruppi di maggioranza minacciano di astenersi da qualsiasi attività amministrativa se non si farà chiarezza. La situazione è insomma in “stand-by”, la crisi di rapporti si può risolvere a patto che le due componenti rispettino gli accordi e non si facciano i “dispetti” strada facendo. Sulla composizione della giunta, invece, qualche dubbio più grosso pare esserci: Rifondazione non si sa bene che scelte farà proprio perché non si sente adeguatamente rappresentata e “rispettata” in seno all’esecutivo, mentre la Margherita, sia pure per questioni diverse, lamenta gli stessi problemi. Fase interlocutoria per i socialisti che, in ogni caso, si sono più volte lagnati perché il proprio assessore Proietti Grilli, era stato investito all'inizio del mandato con deleghe importanti che poi, cammin facendo, sono state “alleggerite” a seguito delle varie “esternalizzazioni” che hanno fatto seguito alla strategia della privatizzazione.
8/11/2003 ore 1:40
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