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Giovani promesse: Giulio Chiani si fa largo nel Perugia Calcio. Talento e passione le sue doti principali
L’occasione è stata data dalla “Festa dello Sport 2009” celebrata nei giorni scorsi al teatro comunale di Narni. Tra i premiati c’era anche Giulio Chiani, narnese doc, sedici anni, da tre in forza al Perugia Calcio. Giulio è un centrocampista moderno, che sta bruciando le tappe. Cresciuto nel vivaio dell’Sgl Carbon tre anni fa, viene scoperto dall’ex portiere di Ternana e Perugia Paolo Fabbri, all’epoca responsabile tecnico del settore giovanile del Perugia, che lo porta nel capoluogo. Prima stagione da leader e cinque gol, nei Giovanissimi nazionali allenati dal “monumento” Angelo Montenovo con la conquista storica dei play off, l’anno successivo, nonostante sotto età, conquista presto la maglia da titolare negli Allievi nazionali di Stefano Perugini: tre gol e ancora qualificazione ai play off-scudetto. E veniamo alla stagione in corso con l’ex milanista Federico Giunti in panchina. Giulio prova la grande gioia della fascia da capitano – in alternanza con il compagno Luchini - e la soddisfazione di esordire – derby con la Ternana - nella formazione Berretti di Guido Vicarelli. Allora, Giulio, si va alla grande: "sono molto contento, a Perugia mi trovo davvero bene grazie ai tecnici ai dirigenti, ai massaggiatori e a dei compagni davvero eccezionali". Come mai Perugia e non Terni?: “il Perugia mi ha cercato e voluto, tutto qui, anche la Ternana si fece viva ma ero in parola con il signor Fabbri e non potevo deluderlo. Ed oggi sono felice di quella scelta fatta senza avere dubbi”. Cosa farai da grande? Il calciatore vero, pare di capire: "fin da bambino mamma e papà mi hanno insegnato a non correre con la fantasia e che ogni risultato si ottiene con il lavoro e la passione e io sono d’accordo con loro. Per il momento sono felice di quello che faccio, in questi tre anni ho incontrato l'Inter – la mia squadra del cuore - poi Juventus, Roma, Fiorentina e Lazio ed ho giocato a Interello, a Coverciano, a Trigoria sotto gli occhi di Totti e Ranieri. insomma, sto vivendo un sogno, ma so che la strada e lunga e difficile quindi, prima lo studio – Giulio frequenta il 3° liceo al Gandhi di Narni Scalo n.d.r.- poi il resto". Quindi non ti vedi calciatore professionista: "non è che non mi ci vedo, è che in pochi ce la fanno, quindi niente illusioni. Una cosa è certa io mi impegno al cento per cento ogni giorno per farcela”. Quattro allenamenti alla settimana più la partita alla domenica: un bel sacrificio: "per i miei genitori si, ma per quanto mi riguarda, non mi pesa per niente. Amo giocare a pallone, ho la fortuna di farlo in una squadra gloriosa come il Perugia, quindi niente fatica”. E per loro, Fabrizio e Manuela, i genitori, si tratta di un sacrificio? "Ma quale sacrificio – risponde Fabrizio - quando vediamo Giulio in mezzo al campo noi siamo felici, sogniamo ad occhi aperti perchè il calcio è la nostra passione e vediamo nostro figlio felice più di noi. Certo, in questi anni di chilometri ne abbiamo fatti, ma va bene così”. Siete quindi contenti di questa esperienza perugina: "contenti è dire poco, il termine giusto è felici! Da tre anni non riceviamo che complimenti per il comportamento e per la passione che Giulio esprime. Abbiamo solo un grande rammarico, quello che a godersi questa splendida avventura di Giulio non ci sia più Rosita, la nonna materna. Oggi lei sarebbe stata la donna più felice del mondo! L’ha amato, accudito e seguito fin dal primo allenamento. Ecco se potessi tornare indietro cancellerei la sua scomparsa”. E al Perugia cosa dicono di Giulio? Sentiamo il responsabile del settore giovanile Mirko Vagnoli presente anch’esso alla festa dello Sport che si è svolta al Teatro di Narni. "Sono venuto apposta - ha detto - proprio per dimostrare quanto ci teniamo a Giulio, un ragazzo d’oro, impeccabile in campo e fuori”. Dove potrà arrivare? ”Bando ai complimenti che potrebbe sentirci – scherza Vagnoli - certo, se da tre anni che investiamo su di lui è perché secondo noi ha delle ottime qualità, basti pensare che pur essendo un ’93 ha già giocato in Berretti contro ragazzi dell’ 89/92. Ora dipende tutto da lui”.
29/12/2009 ore 15:54
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