Lunedì 20/11/2017
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Giovani in fuga: Narni è prima in classifica in regione, l'opposizione da le colpe al comune
Una recente indagine statistica ha rivelato che Narni è prima, tra i Comuni umbri sopra ai 10.000 abitanti, con il maggior numero di giovani che, tra i 25 e i 40 anni, abbandonano il territorio. Sull’argomento intervengono due esponenti della minoranza.
Luca Tramini (Movimento 5 Stelle)
Narni sta vivendo una fase di stallo, dunque deve ripartire altrimenti l’attende un futuro nero. Oggi vediamo giovani della mia età o di poco più grandi che sono costretti ad emigrare in cerca di un lavoro e di un futuro. Ingegneri, fisici, professionisti ma anche artigiani, che se ne vanno; vanno a Milano, oppure all’estero, perchè sul nostro territorio o trovano lavori che invece di una giusta retribuzione offrono ‘esperienza’ da inserire nel curriculum. E’ un allarme importante – dice Tramini -. Non si può più fare finta di nulla, la Giunta Regionale e la nostra Amministrazione Comunale devono dare risposte immediate e concrete. Per questo ho invitato il Consiglio, la Giunta ed il Sindaco ad iniziare a fare ragionamenti importanti, per poter rilanciare il nostro territorio. Servono professionalità, soluzioni concrete, come uno sviluppo turistico serio, l’ampliamento del polo universitario, il rilancio dell’artigianato e di un commercio di qualità. Prima di tutto però servono scelte da parte dell’amministrazione ferme e coraggiose con investimenti da parte della Regione Umbria importanti è ora che Narni faccia la voce grossa e non sia come sempre l’ultima ruota del carro.
Sergio Bruschini (Forza Italia)
Quello mostrato nell’indagine dalla provincia di Terni è un dato impietoso, perché è pari all’11,7% (Perugia è al 10%). In termini assoluti dal 2012 al 2017 ben 19.000 giovani hanno lasciato la nostra regione. Narni primeggia nella classifica con la percentuale di esodo più alta, pari addirittura al 16,7% dell’intera popolazione presa in considerazione nella fascia attenzionata. Un dato che è preoccupante, in quanto esso si associa ad un invecchiamento generale della città e ad un calo continuo della popolazione. Dati che dovrebbero far sobbalzare sulle loro sedie i nostri amministratori che, invece, sembrano vivere in una sorta di ‘paese delle meraviglie’. Ormai nella nostra realtà si vive di ‘miraggi’, si posano le ‘prime pietre’, si promettono posti di lavoro come ipotesi future ma intanto il tessuto produttivo ‘collassa’ sempre di più e non assorbe più manodopera, anzi, espelle quella che già è occupata. Basti ricordare la crisi dell’edilizia, la chiusura della Sogeco, la fine della Sgl Carbon e la crisi che attanaglia altre aziende del territorio. Un territorio che sta lentamente morendo e dove i recenti provvedimenti quali l’Area di crisi complessa eo l'industria 4,0 sembrano essere ancora in burocratica attesa di sviluppi e per ora vacue promesse di finanziamenti. I motivi per i quali Narni svetta negativamente nella classifica riguardante l'esodo dei cittadini di età tra i 25 ed i 40 anni dovrebbe spingere una amministrazione attenta ad un rapporto analitico del problema, cosa che non accade. La soluzione non è certo facile e non è alla portata di un consiglio comunale, ma si può fare qualcosa. Per esempio si possono studiare le motivazioni, analizzare il contesto, con un approccio scientifico, affidando ad esperti uno studio sul questo tema che permetta alle istituzioni di entrare dentro ai numeri e predisporre strumenti ed atti che possano dare soluzioni".
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
26/10/2017 ore 2:20
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