Venerdì 22/09/2017
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Francesco Carlini ricorda il colonnello Lodovico Nava, "un grandissimo 'Uomo di Cavalli' al quale anche Narni deve riconoscenza"
di Francesco Carlini
Lo scorso mercoledì 7 dicembre presso il Reggimento Lancieri di Montebello - Ippodromo Militare Gen. Pietro Giannattasio a Tor di Quinto in Roma, si è svolta la cerimonia religiosa delle esequie del Col. Lodovico Nava, uno dei pilastri dell’Equitazione Italiana. Il Col. Nava ha lasciato questo mondo all’improvviso, la mattina del 5 dicembre nella sua casa di Roma dove viveva con sua moglie, Sig.ra Maura Montezemolo. Un picchetto a cavallo era schierato all’ingresso principale dell’Ippodromo. Il feretro portato a spalla dai Lancieri, seguito da un cuscino color verde con sopra la sciabola da Ufficiale di Artiglieria ed il caschetto in cuoio della “Prova di fondo” del Concorso Completo di Equitazione delle Olimpiadi di Roma 1960, dai componenti più stretti della sua famiglia, è stato adagiato su due balle di fieno poggiate a terra. Molte persone, militari e civili, erano presenti nel piazzale sul retro delle tribune prospicienti la tenuta di 32 ettari dello storico Ippodromo Militare di Tor di Quinto, dove, in corrispondenza della palazzina Reale, è stato allestito l’altare per la
Messa al campo. Il rito funebre ha avuto il suo svolgimento in un clima composto ed asciutto, nel perfetto stile militare. L’opera del Col. Nava, sportivo, e Uomo di Cavalli inteso nel suo significato più ampio ed intimo di persona che ha dedicato tutta la vita allo studio di un essere animale che ha contribuito in maniera determinate alla evoluzione dell’umanità, è di dominio pubblico. Basta mettere il suo nome in internet. Ha scritto molti testi sullo sport equestre, sulla tecnica, sull’Equitazione e su tutto ciò che riguarda la cultura nel senso più profondo che emerge ogni volta che si affrontano temi inerenti al vastissimo mondo del cavallo, compresi i personaggi che ne hanno fatto la storia. Il Colonnello Lodovico Nava ha fatto parte della squadra olimpica del Concorso Completo di Equitazione della XVII Olimpiade di Roma 1960; ha partecipato a concorsi ippici nazionali e internazionali ed al Concorso Completo. E’ stato cavaliere e tecnico presso la Scuola Militare di Equitazione. Ha condotto numerosi Corsi di Formazione e di Aggiornamento per Istruttori di Equitazione e Giudici di Completo, Dressage e di Categorie di Stile. E’ stato Direttore Tecnico del C.E.F. (Centro Equestre Federale) dei Pratoni del Vivaro. Non c’è angolo d’Italia in cui il Col. Nava non si sia prodigato ad elargire i suoi insegnamenti. O manifestazione equestre in cui non sia stato presente con incarichi di Presidente di Giuria anche in ambito internazionale. Lodovico Nava era molto legato all’Umbria, ne conosceva benissimo l’ambiente sportivo equestre. È stato l’ultimo a ricoprire il ruolo di Delegato Tecnico all’interno del Comitato Regionale FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) Umbria: una figura con molti risvolti positivi in termini di sviluppo, garanzia di correttezza e di crescita del livello delle prestazioni sportive legate alle discipline olimpiche in ambito Regionale. Non credo che vi sia cavaliere, istruttore, tecnico, giudice, che in maniera diretta o indiretta, non abbia un debito di riconoscenza nei suoi riguardi. Il cavallo, le sue prestazioni atletiche, la ricerca della perfetta sintonia con il cavaliere in un insieme armonico e collaborativo, erano al centro dei suoi interessi, dei suoi studi e delle sue attenzioni. Tra queste c’è stata anche la Corsa all’Anello. Forse non tutti sanno, forse lo ricordano solo coloro che a suo tempo vi parteciparono, che il Col. Nava ha onorato della sua opera di docente e di tecnico anche la Corsa all’Anello. La frequentazione con lui ha inizio grazie alle conoscenze dei vertici del terziere di Mezule che nel periodo tra la fine degli anni ’70, inizi anni ’80 del secolo scorso, portarono gli appartenenti a quel prestigioso (unico) gruppo di uomini e ragazzi ad incontrare la figura più autorevole nell’ambito della formazione accademica degli Istruttori di Equitazione. Nel maggio 1985, invitato dai dirigenti di Mezule ad assistere alla Corsa all’Anello, fu talmente coinvolto dalla “tenzone”, come la chiamò, che scrisse un articolo pubblicato su “Tutto Equitazione” (rivista mensile della FISE e dell’Ante) del mese di giugno dello stesso anno, di cui potete leggere la versione integrale in fotocopia. Trovo che l’articolo del Col. Lodovico Nava sia, e resti, il miglior commento mai scritto sulla Corsa all’Anello. Soltanto un vero appassionato, un “curioso” del cavallo in ogni sua espressione, un fine osservatore come lui, un uomo di un tatto equestre ed una sensibilità straordinaria, poteva cogliere e descrivere con tanta competenza i contenuti tecnici di una gara così particolare. A testimonianza del suo essere sempre disponibile a fornire il suo apporto di altissimo profilo tecnico, umano e sportivo, voglio ricordare un altro recente fatto; riguarda gli Eventi Storici e di Tradizione - versione sportiva di Giostre e Quintane - disciplina che dalla fine del 2009 fa parte della FISE. Nell’ottobre del 2014 in occasione della tappa finale del 1° circuito Evento Storici, ospitata proprio all’interno dell’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, insieme alla Coppa Lazio, gli chiesi la cortesia di presenziare alla gara ed esprimere il suo autorevole giudizio per premiare il cavaliere che, anche in questa “attività”, avesse interpretato nel modo più corretto lo stile del “Sistema naturale di Equitazione” del nostro Cap. Federico Caprilli. La sua disponibilità si manifestò, come sempre, in tutta la sua generosità ed immediatezza. L’incontro con il Colonnello è stato determinante, importantissimo per le mie vicende in ambito sportivo verificatesi in seguito (“Vola cavallo mio - dalle corse degli anelli allo sport equestre, la mia storia con il cavallo” Ed. farsiunlibro.it). L’immutata concreta disponibilità a mettere il suo sapere, le sue conoscenze, la sua esperienza di sportivo e docente, il suo acume intellettuale e la sua finezza di pensiero, al servizio di ogni cavaliere che si dedica al cavallo con amore e rispetto, stanno a dimostrare la grandezza delle doti umane intellettuali e sportive del Col. Nava. Egli rappresenta uno degli anelli di quella preziosa catena che ci congiunge alla tradizione dell’Equitazione intesa come arte di montare a cavallo, che ha le sue origini e lo sviluppo in Italia, di cui Nava ne è stato protagonista e testimone. Fino all’ultimo la sua presenza ha brillato in vivacità, spirito, lucidità, presenza umana e ampiezza di vedute. Grazie Col. Lodovico Nava: uomo dall’animo giovane, moderno, naturalmente proiettato con intelligenza verso gli aspetti evolutivi del futuro dell’Equitazione. Così vogliamo ricordarlo con affetto e riconoscenza, sempre presente! per il bene fatto all’intero mondo del cavallo e dello sport equestre. Con infinita gratitudine. Francesco Carlini
13/12/2016 ore 17:55
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