Lunedì 23/09/2019
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E' il gran giorno della corsa all'anello, alle 16 al "San Girolamo" la grande sfida che vedrà in campo giovanissimi cavalieri contro alcuni veterani
Si alza il sipario sulla trentasettesima edizione della corsa all’anello moderna. Ancora poche ore e l’attesa dei contradaioli narnesi, sarà premiata. I nove cavalieri, tre per ogni terziere, si presenteranno al campo de li giochi per dare inizio alla sfida. Il gran giorno è dunque arrivato. Dopo ben 17 giorni di festa Narni si appresta a vivere il suo momento più importante, quello in cui dovrà essere decretato il terziere vincitore di questa nuova edizione. Il lavoro di un anno verrà consumato in meno di due ore. Un solo terziere stasera potrà fare festa nelle strade, nelle piazze e dentro alle “taberne”, gli altri due, come sempre accade, dovranno accontentarsi di eventuali premi di consolazione, quelli previsti dal “Bravio”, una sorta di palio che viene consegnato dalla giuria al terziere che ha curato meglio l’ambientazione e messo in scena una giornata medioevale eccellente. Descrivere la corsa all’anello non è facile. La si potrebbe definire una gara di abilità, dove sangue freddo, polso fermo ed una grande destrezza nel saper cavalcare sono le prerogative principali di chi si butta in questa straordinaria avventura equestre. Se bastassero questi requisiti ai cavalieri che vengono scelti per la sfida narnese, ci sarebbe la fila fuori da ognuna delle scuderie e tanti giovani cavallerizzi vorrebbero cimentarsi in questa prova. Invece è assai difficile diventare dei bravi cavalieri ed il fatto che nel corso dei trentasette anni della manifestazione è capitato spesso, e capita tutt’ora, di dover chiamare dei “fantini” da fuori regione, spiega che tipo di talento è necessario avere per presentarsi in sella ad un purosangue, al cospetto di migliaia di persone ed avere la capacità di centrare un anello di pochi centimetri con il cavallo lanciato al galoppo. E’ una giostra avvincente quella di Narni, che coinvolge la gente del posto ma riesce ad affascinare anche i forestieri, proprio per la sua spettacolarità. L’ambiente che circonda il campo di gara è straordinario: il tifo della gente è assordante e ovunque è uno sventolio di vessilli, striscioni, fazzoletti colorati di rossoblù, bianconero e arancioviola. E dei circa seicento costumanti che dire? La loro marzialità ed il loro rigore, che si son potuti ammirare nei momenti in cui l’imponente corteo ha sfilato per le vie del centro storico, qui pare solo un ricordo. Dame, priori, musici, armigeri, nobili e popolani si lasciano andare, diventando essi per primi degli accesi tifosi. Copricapo, corazze e palandrane vengono appoggiati in un angolo e la maggior parte dei costumanti resta in calzamaglia, per avere una maggiore “mobilità”. Il rigore che ha accompagnato un anno di lavoro in questi momenti viene messo da parte per lasciare il posto al sano campanilismo, la vera anima della festa narnese. Gli sfottò non conoscono limiti: spuntano dal nulla magliette con le scritte più improbabili e striscioni goliardici. Dentro al campo, però, le grida, i suoni, i cori di incitamento sono in pochi a sentirli perché i cavalieri sono talmente concentrati che non si accorgono di nulla. Solo i cavalli avvertono il calore che viene da fuori ed allora sono guai perché si innervosiscono, magari nel momento in cui il giudice unico, anche quest’anno il bravo Marco Filippetti, da il via alle varie tornate, oppure quando affrontano al galoppo le due curve poste in prossimità della tribuna che ospita i costumanti. Ed è in queste occasioni che i cavalieri debbono tirar fuori tutta la loro abilità evitando di andare fuori pista o, peggio ancora, di cadere. Ed allora: cavalli agli stalli! E che vinca il migliore!
I cavalieri in gara
MEZULE: il terziere bianconero presenta una squadra rinnovata per un terzo. Ritorna a correre l'esperto Roberto Cavalletti (33 anni) in sostituzione di Federico Scatolini. Per il resto conferme per il giovanissimo Andrea Leonardi (19 anni) che ben figurò lo scorso anno e per il veterano Lucio Antici (34 anni), capitano della scuderia. A Mèzule la vittoria manca dal 2001.
FRAPORTA: i colori rossoblu, stavolta, partono coi favori del pronostico, se non altro, perchè i suoi cavalieri hanno vinto l'edizione dello scorso anno. Una vittoria che mancava da 11 anni e che dunque ha ridato euforia all'ambiente; fedele al motto "squadra che vince non si cambia" Fraporta ripropone il trio del 2004: correrano dunque Fabio Ortolani (classe 1982, miglior cavaliere lo scorso anno), Marco Carlini (21 anni) e Edoardo Secondi (classe 1977).
SANTA MARIA: dominatrice incontrastata nelle edizioni 2002 e 2003 la scuderia del terziere arancio-viola vive una fase di transizione. Lo scorso anno, a causa del campo pesante, il fortissimo Federico Brunotti, all'ultimo momento, si rifiutò di correre e la scelta, forse, influì psicologimente sul resto della squadra e dunque sulla deludente prestazione finale. Federico non ci sarà nemmeno questa volta; saranno della gara il fratello, Francesco Brunotti (33 anni) e il 25 enne Diego Cipiccia, una coppia già felicemente sperimentata e in ogni caso affidabile. A completare il trio di Santa Maria il graditissimo ritorno di un veterano delle giostre cavalleresche, il cavaliere faentino Gianni Vignoli (44 enne) già con Santa Maria in alcune edizioni degli anni passati. E' l'unico non narnese della manifestazione: Vignoli sostituisce Emilio Dominici, infortunatosi due settimane fa.
8/5/2005 ore 8:25
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