Mercoledì 23/09/2020
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Due giovani fondano l'azienda agricola "Orticulum" che produce ortaggi senza l'utilizzo di additivi chimici
Trent'anni ancora da compiere e con una passione per l'agricoltura. Roba d'altri tempi, si potrà pensare. Invece no, perchè i protagonisti di questa storia sono due ragazzi che vivono dalle nostre parti. Esattamente tra Gualdo ed Otricoli. E' qui che Andrea Ferrari e Francesco Milanolo hanno deciso di creare l'azienda agricola "Orticulum". L'acronimo già spiega tutto: c'è il termine "orto", che anagrammato si sposa con Otricoli, non foss'altro perchè i terreni dove i due ragazzi hanno impiantato la loro attività agricola si trovano nella zona di pareti, dunque a poca distanza da Otricoli. I due 29enni sono Andrea Ferrari, narnese e Francesco Milanolo, nato a Genova ma poi trasferitosi in Umbria. Entrambi lavorano con la Cosp Tecno Service, ma nel tempo libero si dedicano alla loro grande passione: l'agricoltura. "Il terreno - spiegano -, era del nonno di Francesco. Si tratta di una superficie composta da circa 17 ettari, ma noi, ovviamente, per la nostra attività occupiamo solo una piccola parte. Appena stacchiamo dal lavoro, ci cambiamo ed andiamo in azienda. Tutti i giorni, sabati, domeniche e festività incluse. Ci divertiamo, non lo vediamo come un lavoro, ma come un hobby, che ci diverte e ci appassiona. Molto spesso ci vengono a trovare degli amici, i quali ci danno una mano. Prima di buttarci in questa avventura ci siamo informati, abbiamo letto molti libri sull'agricoltura, sulla 'permacultura' e sull'agricoltura del 'non fare' di Masanobu Fukuoka e piano, piano, abbiamo sperimentato. L'azienda Agricola 'Orticulum' nasce dall'idea di condividere un'agricoltura sincera, lontana dalla produzione del 'Tutto, tanto e subito'. L'idea ci venne in mente due anni fa, al ritorno da un'esperienza di volontariato nei centri profughi di Salonicco. Volevamo concretizzare nel quotidiano quell'aspetto etico che ci aveva spinto a partire per quella bellissima esperienza. L'ostinazione e il desiderio di voler cambiare l'assetto sociale della nostra comunità, è stato il primo passo per costruire qualcosa di nuovo. I nostri, non sono macrobiettivi. Vogliamo, anzi, far ridimensionare il bisogno sociale di dover acquistare merce da sconosciuti. Costruire una microeconomia, capace di creare uno scambio umano di prodotti. In vista c'è anche la nascita di un'associazione culturale che veicolerà, attraverso l'arte, questo tipo di valori. Riusciremo a far incontrare lo sguardo tra chi vende e chi compra. Il progetto di 'Agricoltura Naturale' che abbiamo ideato rispecchia appieno la nostra etica nei confronti della natura circostante. In un terreno molto vasto i nostri prodotti (zafferano, ortaggi, miele ed olio) hanno la possibilità di crescere e maturare senza l'utilizzo di alcun additivo chimico. Abbiamo l'opportunità di poter utilizzare dell'acqua potabile proveniente da una 'vena' sottostante con la quale innaffiamo i nostri ortaggi. Vorremmo che le persone utilizzassero la natura non soltanto per uno scopo puramente culinario, ma anche etico ed emozionale. Una passeggiata nel bosco o nel bel mezzo dell'orto, può rilassare una persona molto più di quanto si possa pensare. La qualità non è mai frutto del caso; è sempre il risultato di una forte determinazione, di uno sforzo e di un'esecuzione capace. Rappresenta la scelta più saggia fra le diverse alternative possibili".
7/8/2020 ore 4:05
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