Domenica 18/08/2019
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Curiosità: allo Speco di Narni c'è l'albero più antico di tutta l'Umbria. lo piantò San Francesco nel 1220
Sul nostro territorio abbiamo un "record". Curioso. Di quelli che non ti aspetti. Abbiamo infatti l'albero più antico di tutta la regione e si trova allo Speco. Si tratterebbe dell’ulivo che san Francesco piantò con le sue mani proprio lì dove è sorto l'eremo, nel 1220, durante uno dei suoi viaggi per l’Umbria, verso Greccio. E' il Corpo Forestale, che ha compiuto un censimento, a confermare queste notizie. Altri record umbri riguardano l’albero più alto: una gigantesca sofora che si trova a Villa Montesca, a Città di Castello. Esso arriva a sfiorare i quaranta metri, una misura che non la farebbe sfigurare con i giganti dei parchi americani. Per quanto riguarda la provincia di Terni il record lo batte la roverella che si trova nel comune di Baschi: la sua altezza è di 23 metri. L'idea di censire gli alberi è partita dalla Regione, che ha pubblicato una legge apposita, la numero 28, con la quale vengono prima censiti, e poi tutelati gli alberi, che hanno una circonferenza superiore a quaranta centimetri. Il censimento ha come obiettivo quello di rendere ancora più attenta la cura verso queste specie della natura importanti e che ci accompagnano spesso per una vita intera. Ovviamente l’Umbria verde ha boschi a non finire ma anche alberi "cittadini" quelli cresciuti tra le case. Ed anche quelli sono stati censiti: a Terni si registra un ex aequo: due platani, entrambi alti venticinque metri, uno in piazza della Resistenza e l’altro alla Passeggiata. A Perugia, invece, il record è detenuto dal leccio di santa Giuliana, che arriva a 15 metri mentre a Pontefelcino ve ne è uno alto 23 metri. I l’albero più grande, quello dalla maggiore circonferenza? Batte tutti l’ulivo di Bovara di Trevi, che misura ben 9 metri. Segue, a pochissima distanza, il castagno di Comitelle di Stroncone che misura 865 centimetri. E poi un faggio a Spoleto (810), l’ulivo di Giano dell’Umbria e via tutti gli altri. E l’albero che fa più ombra? Quello con la chioma più larga? Il cedro del Libano di Spoleto che misura 40 metri di larghezza di chioma. Distanzia e di gran lunga la roverella di Marmore, che invece ne ha "solo" trenta. E poi giù con la roverella di Norcia (32) e con l’altra roverella al vocabolo Forcella di Perugia (28). S’è detto che quello è più antico pare essere il castagno narnese ma sta per essere avviata un’azione di verifica delle età degli alberi storici e monumentali. Intanto va spiegato che si fa con la tecnica della dendrocronologia, che è di fatto un carotaggio: Dicono gli esperti: «Per stabilire l’età di un albero senza abbatterlo, si effettua un “carotaggio”, cioè si preleva un tassello di legno corrispondente al raggio del tronco. Si datano quindi i diversi cerchi annuali e si confrontano con “carote” prelevate da alberi vicini, presumibilmente più vecchi o abbattuti in tempi precedenti, in modo da poter risalire a epoche sempre più lontane». Chissà quante sorprese sono in arrivo. Una curiosità: a Spoleto è stata anche piantata una sequoia, lungo Viale Matteotti. La sequoia è notoriamente l’albero più alto del mondo ed anche a Spoleto arriva a trenta metri d’altezza ma deve inchinarsi davanti alla sofora di Città di castello che come detto di metri ne sviluppa quaranta.
23/2/2014 ore 3:00
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