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Crisi Sgl Carbon, Stufara (Prc): "il Governo riconosca lo stato di crisi complessa per il ternano-narnese"
Il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Damiano Stufara, interroga la Giunta regionale in merito alle “azioni previste al fine di mantenere le attività di produzione nel settore degli elettrodi di grafite presso lo stabilimento Sgl Carbon di Narni. Riconoscendone la funzione strategica per le produzioni di acciaio del Paese e per l’economia del territorio e, inoltre, sulla necessità di intervenire presso il Governo nazionale per ottenere in tempi rapidi il riconoscimento dello stato di 'crisi industriale complessa' per il comprensorio industriale ternano-narnese”. “Lo storico stabilimento Sgl Carbon di Narni – spiega Stufara - inserito nella business unit 'Graphite & Carbon Electrodes' della multinazionale Sgl Group, presso cui sono impiegati direttamente 110 lavoratori, è l'unico dei 13 impianti al mondo per la produzione di elettrodi in grafite per forni elettrici sito nel territorio nazionale, configurandosi pertanto come una delle maggiori eccellenze produttive locali, strettamente connessa alla filiera siderurgica. Nei giorni scorsi la direzione aziendale ha comunicato a sindacati e Rsu, a fronte della difficile situazione del mercato della grafite e della forte riduzione dei prezzi di vendita dei prodotti aziendali, la decisione di procedere ad un’ulteriore riduzione dei volumi produttivi assegnati dal gruppo nel 2013, passando da 1.000 a 500 tonnellate al mese, da ottenersi con la chiusura di una delle due linee di produzione. Secondo quanto rilevato dai sindacati e in aperto contrasto con le motivazioni addotte dalla multinazionale, tale decisione è stata assunta a seguito della determinazione da parte della Sgl Group di un volume di produzione complessiva annua di elettrodi di grafite per il 2013 pari a 180 mila tonnellate, contro le 160 mila di alcuni mesi fa, senza che nessun recupero produttivo abbia minimamente interessato lo stabilimento narnese. Le tonnellate assegnate allo stabilimento narnese, a seguito di questa ulteriore riduzione dei livelli produttivi, si attesteranno intorno alle 6 mila annue, insufficienti a sostenere l'occupazione attuale ed a garantire la sostenibilità nel tempo delle produzioni, poiché il costo per unità di prodotto aumenterà notevolmente e porterà la fabbrica ad essere completamente fuori mercato e fuori dalla competizione interna tra gli stabilimenti del gruppo”. Stufara ricorda che “l'amministrazione comunale e le rappresentanze sindacali sono concordi nel ritenere che queste decisioni preludano all'intenzione dell'azienda di chiudere lo stabilimento di Narni già nel mese di marzo del 2014, previsione che risulterebbe peraltro avvalorata dall'avvenuta cessazione delle forniture di materia prima. In ragione della gravità della vertenza, le rappresentanze sindacali e le Rsu hanno già proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, che hanno già scioperato nella giornata del 10 ottobre”. Per il capogruppo di Rifondazione comunista, nella crisi della Sgl Carbon di Narni “sono riassunti tutti i fattori con cui da tempo sono costretti a confrontarsi i lavoratori e le istituzioni del nostro territorio: l’assenza di una politica nazionale in difesa dei settori strategici dell’economia, da cui deriva lo strisciante ridimensionamento della siderurgia e la conseguente riduzione della domanda dei prodotti dell’indotto, quali appunto gli elettrodi in grafite della Sgl Carbon; la subalternità del nostro Paese nei confronti delle economie del Nord Europa, dove il concentrasi delle poche multinazionali che governano globalmente i vari settori produttivi determina il parallelo accentramento delle produzioni, mettendo sempre più frequentemente i lavoratori dei vari paesi gli uni contro gli altri; l’incapacità di legare le attività produttive al territorio e di sanzionare le società responsabili delle dismissioni produttive ed industriali, ben testimoniata dal fatto che le istituzioni locali non sono state minimamente fatte partecipi delle decisioni assunte dai vertici della Sgl Carbon”. “La riduzione dei volumi produttivi presso la Sgl Carbon – conclude Stufara - appare legata anche alle incognite sul futuro dell’Ast, rispetto alla quale non è mai stata smentita l'ipotesi, avanzata nei mesi scorsi riguardo ai piani industriali della cordata Aperam-Arvedi-Marcegaglia, della chiusura di una delle linee a caldo, di cui il dimezzamento e in prospettiva la cessazione delle produzioni di elettrodi in grafite rischia di essere la premessa”.
15/10/2013 ore 22:27
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