Domenica 18/08/2019
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Crisi Sgl Carbon: all'orizzonte solo nubi nere, nessuno fino ad ora si è fatto avanti per rilevare lo stabilimento
E' la fase dell'attesa. Quella che si accompagna all'ansia, snervante. I lavoratori della Sgl Carbon chiedono a tutti di conoscere il loro destino, ma ad oggi non c'è nessuno in grado di dar loro delle rassicurazioni. Di certo c'è che da quando si è parlato della volontà dei tedeschi di essere disposti a vendere lo stabilimento, nessuno si è fatto vivo per comprare. Come se questo stabilimento, al di là delle chiacchiere, non interessasse a nessuno. Nemmeno i produttori di acciaio, ovvero coloro che acquistano gran parte della produzione della Sgl Carbon, hanno fino a questo momento fatto dei passi per mostrare un eventuale interesse a diventare proprietari della fabbrica che produce gli elettrodi. Paradossalmente non si è mosso niente nemmeno da parte dei concorrenti cinesi che avevano fatto capolino nei primi tempi della vertenza. Voci parlano di un paio di delegazioni di aziende straniere che sarebbero venute a Narni Scalo ma non per vedere gli impianti quanto l’area. I tedeschi hanno detto espressamente che intendono chiudere presto questa partita. La fretta è sempre stata una cattiva consigliera ed in questa circostanza non fa altro che aumentare la tensione che si taglia con le mani tra le maestranze. Fretta di che? Mica i possibili acquirenti si trovano per strada con tanta facilità!
IL GOVERNO HA UN RUOLO DETERMINANTE
Ecco allora che ancora una volta tutto dipenderà dal Governo italiano, dal suo ministro per il Lavoro e quello dello Sviluppo Economico. Questa è una "rogna" che si può risolvere, ammesso che alla fine si possa risolvere in qualche modo (noi ovviamente ci auguriamo con tutto il cuore di SI!), solo a livelli internazionali, dove pesi e contrappesi vanno spostati in funzione di equilibri esistenti tra governi europei. Altre soluzioni non se ne intravedono ed è subito rientrata l'ipotesi riguardante la costituzione di una società tra i dipendenti: sarebbe troppo debole, troppo poco disincagliata dalle multinazionali dell’acciaio, che la fanno da padrone in questo mercato così particolare, così specialistico. Prossima tappa, dunque, giovedi 6 marzo con l'incontro con il neo ministro dell’Industria e dello Sviluppo Economico Federica Guidi, che oltre a sedere sulla poltrona più alta del palazzo di via Veneto, è anche un’imprenditrice di professione e quindi più sensibile alle difficoltà. Ma si guarda anche a Bruxelles, al parlamento europeo, dove ha preso quota l’iniziativa del deputato Paolo Bartolozzi, che ha catalizzato l’attenzione di una serie di colleghi di tutti i gruppi per dar vita ad una discussione in aula della vicenda ed arrivare poi ad un incontro con il vicepresidente della commissione Antonio Tajani: "Di fronte a tale situazione – scrive Bartolozzi - diventa fondamentale unire gli sforzi e fare di tutto anche a livello nazionale perché lo stabilimento resti in funzione e la continuità della sua produzione venga garantita, anche in seguito ai segnali d'apertura manifestati nei giorni scorsi dalla direzione della società". Il deputato europeo verrà direttamente in fabbrica nei prossimi giorni. Farà sentire il suo peso anche Guglielmo Epifani più volte in visita allo stabilimento narnese quando era un sindacalista attivo della Cgil: lui presiede la commissione parlamentare per le attività produttive della Camera e quindi ha voce in capitolo per entrare nella discussione.
OGGI LAVORATORI AL GANDHI
Oggi, intanto lavoratori e sindacalisti entreranno con le loro bandiere all’interno del liceo scientifico Gandhi per un incontro cogli studenti per far presente le difficoltà della fabbrica e del territorio, difficoltà che una volta usciti dal mondo della scuola potrebbero incontrare anche loro.
27/2/2014 ore 3:20
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