Venerdì 15/11/2019
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Chiusura punto nascite: si sveglia il Pd che attacca Regione e Asl e parla di "speculazioni politiche"
Si sveglia il Partito Democratico. Come si dice: meglio tardi che mai. Il partito di maggioranza assoluta del territorio narnese, dopo alcuni giorni di silenzio, ha scelto di parlare, riguardo alla questione della chiusura del punto nascite. Ed a leggere quanto scritto in un comunicato a firma della segreteria comunale del Pd, si ha l’impressione di leggere una nota scritta da esponenti dell’opposizione. Il Pd narnese attacca sia la Regione, che i vertici della Asl e minaccia “rappresaglie” se non verranno fatti passi indietro rispetto alla decisione di chiudere il punto nascite di Narni. Ci sarà da credergli? Il tempo ce lo dirà. Certo è che il Pd narnese ha avuto anni a disposizione per fare sbarramenti e mettersi di traverso rispetto a questa decisione e vedergli fare ora questo tipo di mossa, sa tanto di presa in giro. Ma saranno i cittadini a giudicare. Nel comunicato il Pd afferma che “Dopo la sconsiderata, improvvisa e irricevibile delibera Asl del 3 luglio sulla riorganizzazione dei punti nascita, vogliamo ribadire con assoluta chiarezza che contrasteremo con ogni mezzo politico, istituzionale e giudiziario la scelta messa in atto”. “Sappiamo – continua la nota -, che in questa vicenda le speculazioni politiche in atto sono diverse e di diversa provenienza ma con una matrice comune: la speranza di vedere penalizzato il nostro territorio, svuotato di funzioni di eccellenza come il punto nascite e privo di prospettiva sul nuovo Ospedale. Chiediamo quindi un’immediata convocazione del Nucleo di Valutazione del Ministero della Salute per chiudere il passaggio autorizzativo del nuovo ospedale e procedere rapidamente all’emanazione del bando. Fino alla costruzione del nuovo ospedale, che rimane la priorità, faremo di tutto per non permettere la chiusura di alcun servizio nè alcuna trasformazione del punto nascite”. Il Pd narnese ricorda ai cittadini che “Il punto nascite di Narni è tra quelli, insieme solo a Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello, stabilmente al di sopra dei 500 parti all'anno. E’ ai vertici della mobilità attiva grazie alla posizione strategica del nostro territorio rispetto al Lazio (pazienti e soldi in entrata per l'Umbria), gode di un ottimo giudizio da parte degli utenti che lo premiano. Anche i dati ufficiali del primo trimestre 2015 confermano che nell'Asl 2 a Foligno i nati sono 201, a Orvieto 57, a Spoleto 70, a Narni 75”. Insomma leggendo queste parole si scopre che il Pd narnese non è per niente d’accordo sulla chiusura. Ma perché non fare qualcosa prima? Perché aspettare a chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati? Ma leggiamo ancora. “Diciamo la verità – scrivono dalla segreteria comunale del Pd -, per ragioni politiche la Asl ‘deve’ chiudere un punto nascita dei tre in Provincia di Terni (Terni, Narni, Orvieto) infischiandosene se a Narni nascono più bimbi che a Spoleto, Marsciano/Pantalla e Branca”. Poi l’affondo finale: “E’ questa una brutta pagina di politica sanitaria e di pessima amministrazione. Noi ci abbiamo messo la faccia, ce l'abbiamo messa insieme ai vertici della Regione sulla realizzazione del nuovo ospedale comprensoriale, sull'integrazione dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri, sull'integrazione con l'Azienda ospedaliera di Terni. Noi di fronte ai cittadini narnesi ci mettiamo la faccia con responsabilità anche oggi che ci troviamo di fronte a una presa in giro grave e irresponsabile nei confronti di un'intera città, una delegittimazione delle istituzioni locali frutto di una pavida mistificazione della realtà piegata ai soli interessi di opportunismo politico”. Infine la promessa: “Non ci stiamo! E non ci fermiamo! Ci troviamo di fronte a una questione che deve unire tutte le forze politiche e sociali della città e del territorio, perché è il ruolo della città che dobbiamo difendere e rilanciare oltre alla qualità dei servizi”.
(Foto di repertorio)
9/7/2015 ore 3:43
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